Oltre 4mila visitatori per Luigi Cima. Arte e cultura fanno vivere e conoscere la Valbelluna

Oltre 4mila visitatori per Luigi Cima. Arte e cultura fanno vivere e conoscere la Valbelluna

La pennellata di rosso è il tratto inconfondibile di Luigi Cima. Compare quasi sempre nei suoi quadri, tra un paesaggio di Mel, un altro di Villa di Villa, le campagne bellunesi di fine Ottocento o le donne attente ai lavori agricoli. Un tratto che hanno appreso (e apprezzato) oltre 4mila persone: tanti sono stati i visitatori della mostra organizzata a Borgo Valbelluna (Palazzo delle contesse, a Mel) e chiusasi ieri (domenica 5 giugno). Numeri pazzeschi per una piccola realtà come il Comune della Sinistra Piave. Numeri che alla vigilia dell’esposizione nessuno si sarebbe aspettato. Numeri che – parola dell’assessore Simone Deola – «hanno avuto una visibile ricaduta economica sul territorio».

In effetti, sono arrivate persone da tutto il Veneto e non solo, per visitare i quadri del Cima, pittore ai più sconosciuto, oggi, ma con una fortuna commerciale notevolissima ai primi del Novecento, vincitore di premi prestigiosi e dotato di una mano davvero formidabile. Il foglio firme e il registro della biglietteria dice Padova, Brescia, Milano… visitatori da tutto il nord Italia. E più di qualcuno si è spinto fino a Trichiana e Lentiai, dove c’erano altre due mostre, collaterali a Luigi Cima e dedicate al paesaggio protagonista dei suoi quadri, immortalato dalle foto di Dario Tonet e Walter Argenta.

«La mostra di Cima, curata da Antonella Alban, ha avuto come filo conduttore proprio il paesaggio della Valbelluna, quello che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni e spesso dimentichiamo di ammirare» hanno spiegato i volontari di Art Dolomites, che hanno gestito le esposizioni nei tre mesi di mostra. «Un paesaggio che chi è venuto da fuori per vedere i quadri del Cima ritrova nelle tele e nella realtà di Trichiana, Mel e Lentiai».

È un’operazione di promozione territoriale che va oltre la mostra in sé e continuerà anche a esposizione chiusa. Perché parte dall’orgoglio degli zumellesi, dei trichianesi e dei lentiaiesi per il loro territorio. E viene trasmessa ai visitatori.

Insomma, cultura, promozione, economia, turismo. Tutto in una mostra. Possibile? Sì, e c’è anche dell’altro. «Questa mostra ci ha fatto sentire tutti cittadini di un unico Comune» ha chiosato l’assessore Deola. Non male. La pennellata di rosso di Cima fa miracoli.

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