Rincari, autotrasporto sotto pressione: stop dal 25 al 29 maggio

Rincari, autotrasporto sotto pressione: stop dal 25 al 29 maggio

«Se si fermano gli autotrasportatori, il danno non riguarda solo chi lavora nel trasporto merci: a pagarne le conseguenze sono le imprese, i supermercati e i cittadini». È netta la posizione di Sergio Zanon, presidente di Appia CNA Fita di Belluno (in foto), sul momento di forte criticità che sta attraversando il settore dell’autotrasporto.

Nella giornata di ieri (20 aprile) alcune associazioni di categoria “minori” hanno dato vita a una manifestazione di protesta. Unatras – il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci, di cui fa parte anche CNA Fita – non ha aderito all’iniziativa, scegliendo invece una linea diversa: quella di preparare una mobilitazione unitaria che potrebbe scattare non prima di metà maggio, nel pieno rispetto delle norme che regolano il diritto di sciopero.Al centro della protesta annunciata da Unatras c’è soprattutto il tema del caro-gasolio e la mancanza di risposte considerate adeguate da parte della politica nazionale. «Oggi un pieno costa tra il 30 e il 40 per cento in più rispetto a qualche mese fa – spiega Zanon –. Il gasolio è passato da 1,60 euro a 2,10 euro al litro: significa che ogni 1.000 litri servono 300-400 euro in più. A questo si aggiungono il caro-autostrade e un aumento generalizzato dei costi che non è più sostenibile per le aziende».

Secondo il presidente di Appia CNA Fita Belluno, il rischio è quello di mettere in ginocchio un comparto strategico: «Dobbiamo poter mantenere prezzi concorrenziali, perché non è possibile scaricare tutti i costi sui committenti. Il Governo e la politica devono trovare soluzioni concrete per evitare che il sistema si blocchi».

In provincia di Belluno sono oltre cinquanta le aziende di trasporto conto terzi associate a CNA Fita, che occupano più di 150 dipendenti, a cui si aggiungono le numerose imprese del trasporto locale non di linea. «Ci occupiamo di trasporti nazionali e internazionali, e in alcuni casi anche di trasporti eccezionali – prosegue Zanon –. In provincia, come nel resto d’Italia, il trasporto merci viaggia per l’80-90 per cento su gomma: se si ferma il trasporto, si ferma tutto. Siamo la linfa vitale del Paese».

Le organizzazioni aderenti a Unatras giudicano «del tutto inaccettabile» non essere state convocate dal Governo a un tavolo di confronto. Anche per questo – e nel rispetto delle regole sullo sciopero che prevedono un preavviso di 25 giorni – la decisione di fermare i camion dal 25 al 29 maggio

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