Edim Bosch, cessione ufficiale: gli stabilimenti passano a Tecnomeccanica

Edim Bosch, cessione ufficiale: gli stabilimenti passano a Tecnomeccanica

La vertenza Edim Bosch entra finalmente in una fase decisiva. Nel pomeriggio, durante l’incontro convocato per la proroga della Cassa Integrazione Straordinaria, l’azienda ha ufficializzato ciò che da giorni si attendeva: a rilevare gli stabilimenti di Setteville e Villasanta sarà Tecnomeccanica S.p.A.

La società, attiva nella pressofusione di alluminio per automotive e illuminotecnica, negli ultimi anni ha ampliato il proprio perimetro industriale con acquisizioni mirate. Dopo l’integrazione di Mea s.r.l. nel 2018, che ha portato in casa competenze nella progettazione e costruzione di stampi, nel 2024 Tecnomeccanica ha assorbito anche il sito di Crevalcore dalla multinazionale Marelli, operazione simbolica da 1 euro nata per salvare uno stabilimento in crisi. Un passaggio che ha permesso all’azienda di diversificare ulteriormente la produzione, includendo lo stampaggio plastico e il rafforzamento della progettazione interna.

Per i sindacati, l’annuncio rappresenta un passaggio cruciale. «Riteniamo questo esito un punto di svolta per la salvaguardia di un asset industriale strategico» dichiarano Fiom e Fim bellunesi, insieme alle RSU. La CIGS, spiegano, è lo strumento necessario per accompagnare lavoratori e attività verso la nuova gestione.

Le organizzazioni sindacali hanno già chiesto un incontro urgente con la direzione di Tecnomeccanica. Sul tavolo ci sono tre nodi considerati imprescindibili: la garanzia del perimetro occupazionale, la possibilità di visionare un piano industriale solido e di lungo periodo, e la definizione chiara dei termini del passaggio per tutelare diritti e condizioni dei lavoratori. «Auspichiamo tempi tecnici rapidi per la cessione ed è essenziale avviare subito il confronto sindacale per conoscere nel dettaglio il progetto industriale della nuova proprietà» aggiungono i rappresentanti di Fiom e Fim. Le assemblee con i lavoratori verranno convocate non appena dal tavolo negoziale arriveranno riscontri concreti.

Hydro Feltre, intanto, ottiene la proroga della CIGO

Sul fronte Hydro, altra vertenza chiave per il Feltrino, arriva una prima risposta concreta. Alla fine dell’incontro del 20 aprile è stato firmato l’accordo per la proroga della Cassa Integrazione Ordinaria fino al 12 luglio, necessaria dopo l’incendio che ha danneggiato la sottostazione elettrica e fermato la produzione.

Per Fiom Cgil e Fim Cisl di Belluno si tratta di un risultato importante in una fase ancora fragilissima. L’intesa prevede un’integrazione della CIGO fino al 78% della retribuzione lorda, che sale all’80% per chi ha una RAL sotto i 30 mila euro. Garantita anche la piena maturazione di ferie, PAR, tredicesima e quattordicesima per tutto il periodo.

Messo in sicurezza il reddito, resta aperta la partita decisiva: il futuro industriale del sito di Feltre. L’11 maggio è stato convocato un tavolo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per verificare lo stato del processo di cessione da parte di Hydro. Sono già in corso visite di potenziali acquirenti. «Continueremo a monitorare con la massima attenzione e a tenere alta la pressione su azienda e istituzioni» affermano Stefano Bona (Fiom) e Mauro Zulian (Fim). «L’obiettivo resta uno: garantire continuità produttiva e tutti i posti di lavoro».

Un risultato, sottolineano i sindacati, reso possibile dalla compattezza dei lavoratori. «L’azienda ha dovuto tenere conto del fatto che erano pronti a tornare in picchetto per difendere stipendio e dignità. È questo che ha fatto la differenza». La vertenza resta aperta: la proroga della CIGO dà respiro, ma le risposte decisive arriveranno solo dal piano industriale.

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