Hydro, cala il sipario a Feltre: cassa integrazione per 72 lavoratori

Hydro, cala il sipario a Feltre: cassa integrazione per 72 lavoratori

Cala formalmente il sipario sulla storia industriale di Hydro a Feltre. Questa mattina (giovedì 15 ottobre), al tavolo convocato dal Ministero del Lavoro, è stato sottoscritto l’accordo che sancisce il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per cessazione dell’attività. L’obiettivo, si legge nel verbale, è evitare «soluzioni traumatiche» e accompagnare la fase di transizione. Sullo sfondo rimane infatti la possibile cessione del reparto fonderia al Gruppo Cortese, prospettiva sulla quale si concentrano ora le speranze per la prosecuzione di una presenza produttiva nel Feltrino. All’incontro in videoconferenza hanno partecipato la direzione di Hydro Extrusion Italy, Regione Veneto, Confindustria Belluno Dolomiti, le segreterie territoriali e di categoria di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil e i delegati delle Rsu dello stabilimento.

Attualmente la fabbrica feltrina conta 74 dipendenti: 2 dirigenti, 10 impiegati e 62 operai. L’intesa prevede il ricorso alla cassa integrazione per un massimo di 72 lavoratori, vale a dire tutto il personale impiegatizio e operaio, con esclusione dei due dirigenti. L’ammortizzatore sociale decorre retroattivamente dal 6 ottobre e arriverà fino al 31 dicembre 2026, con cassa a zero ore oppure riduzione dell’orario in base alle attività che resteranno necessarie in preparazione alla dismissione. Parallelamente, la Regione ha recepito il piano di politiche attive per la riqualificazione e il ricollocamento del personale. «Si chiude definitivamente un ciclo industriale che ha segnato la storia del nostro territorio – commenta Mauro Zuglian della Fim Belluno Treviso –. L’impatto occupazionale è pesante e il perimetro produttivo viene drasticamente ridotto alla sola fonderia». Per il sindacato, però, la partita non termina qui. «Consideriamo questa tappa come un punto di partenza: insieme al Gruppo Cortese lavoreremo per ricostruire un nuovo assetto industriale e rilanciare l’attività. Il territorio, le maestranze e il sindacato non permetteranno che questa storia si spenga».

Nei prossimi giorni i lavoratori saranno convocati singolarmente per formalizzare le intese relative agli incentivi all’esodo previsti dall’accordo. Ed è proprio sull’aspetto umano che Zuglian pone l’accento: «Per molti dipendenti, 25 o 30 anni di fabbrica, fatica e relazioni si concentrano oggi in una firma su un foglio e in un assegno economico. È una scelta difficile, personale e mai scontata, che merita il massimo rispetto e la più stretta vicinanza da parte dell’intera comunità». La chiusura di Hydro segna dunque la fine di un lungo capitolo industriale per Feltre. Ora l’attenzione si sposta sul futuro della fonderia e sulla possibilità che l’ingresso del Gruppo Cortese apra una nuova fase produttiva, seppure con un perimetro nettamente ridimensionato.

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