Un asse viario già oggi al limite e un quadrante urbano che rischia di cambiare volto senza una regia complessiva. È la preoccupazione espressa da Luigi Filippo Daniele, capofrazione di Baldenich, che ha depositato le osservazioni al Piano urbanistico attuativo dell’ex Faena Marmi, lungo il corridoio via Vittorio Veneto – via Tiziano Vecellio.
«Quello che sta accadendo lungo questo asse non ha precedenti nella storia recente della città» afferma Daniele, che parla di interventi “massicci” e di un impatto diretto su viabilità, qualità dell’aria e vivibilità del quartiere. «Qualcuno lo chiamerà sviluppo, ma qui il rischio è che si perda completamente una visione organica della città».
Traffico: «Rischio collasso»
Il nodo più pesante riguarda la mobilità. Via Vittorio Veneto sopporta già oggi circa 27 mila veicoli al giorno. Le simulazioni allegate al piano indicano scenari critici: tempi di percorrenza in aumento fino al 75% nelle ore di punta e code quasi raddoppiate tra la rotatoria dell’ex Agip e quella della Veneggia. Il nuovo comparto genererebbe, secondo le stime, circa 2.700 spostamenti al giorno, con oltre il 90% effettuati in auto e picchi di 165 veicoli aggiuntivi all’ora nelle fasce più congestionate. Una previsione che, secondo Daniele, potrebbe essere persino sottostimata.
«Siamo di fronte a un possibile collasso del sistema viario» avverte il capofrazione, che richiama anche i rischi per pedoni e utenti deboli, oltre all’aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico. Nelle osservazioni si segnala inoltre l’assenza di interventi strutturali sulla viabilità e di un reale potenziamento del trasporto pubblico. Tra le richieste: frequenze più alte delle linee urbane e una maggiore integrazione tra mobilità privata e TPL.
Verde pubblico: «Spazi frammentati e senza funzione»
Altro punto critico è la dotazione di verde pubblico: 882 metri quadrati, giudicati insufficienti e soprattutto frammentati, privi di una funzione sociale o ecologica. «Non basta rispettare un parametro numerico: il verde deve essere fruibile e aggregativo» si legge nelle osservazioni.
Daniele segnala anche incongruenze nel calcolo degli standard urbanistici, con valori oscillanti tra 5 e 8 metri quadrati per abitante, contro i 9 metri previsti dalla normativa statale.
«Serve una visione della città»
Il cuore della critica è però politico e strategico. Il capofrazione richiama il PUA del 2009, il cosiddetto “Belluno 2”, che prevedeva quattro sottoambiti e una realizzazione per stralci coordinati. «La scelta migliore sarebbe stata un Masterplan complessivo. Così si perde l’unitarietà della pianificazione e si svuota la funzione stessa del piano attuativo». Secondo Daniele, l’ex Faena Marmi non può essere letta come un intervento isolato: «Siamo di fronte a una somma di operazioni – ex Agip, ex Faena, ex Bardin – che stanno ridisegnando un intero quadrante urbano senza una visione complessiva».
Le richieste
Le osservazioni depositate chiedono una revisione sostanziale del piano o, almeno, correttivi stringenti:
– garanzie sull’unitarietà dell’intervento;
– adeguamento degli standard urbanistici;
– potenziamento del trasporto pubblico;
– verifica approfondita dell’impatto viabilistico.
Un dibattito destinato a restare aperto. Per Daniele, la partita dell’ex Faena Marmi non riguarda solo un comparto edilizio, ma il futuro urbanistico di Baldenich e dell’intera città capoluogo.





