L’emigrazione storica “scolpita” nella didattica della Scuola del legno

L’emigrazione storica “scolpita” nella didattica della Scuola del legno

La Scuola del Legno legata al Centro Consorzi di Sedico va a lezione. Nulla di particolare? Vero, se non fosse una lezione di “Emigrazione storica e nuova mobilità dal Bellunese”. Per meglio comprendere questo fenomeno, la professoressa Patrizia Burigo ha proposto agli allievi di quarta la visione della presentazione online del “Rapporto Italiani nel Mondo 2020” con un capitolo dedicato proprio alla nostra provincia, curato da Dino Bridda e Diego Cason: «La mobilità non deve essere costretta, deve esserci libertà, ma c’è libertà quando è la persona a decidere di emigrare per scoprire, conoscere e sperimentare e non obbligata da un Paese che non la valorizza».

Bridda e Cason hanno sottolineato le caratteristiche della nostra emigrazione, raccontando le professioni tipiche dei bellunesi ed evidenziando le conseguenze dello spopolamento, che dovrebbe essere un campanello d’allarme per i piani alti, visto che le aree montane non sono sempre facili ed è necessario adottare delle politiche specifiche per valorizzare le possibilità che offrono affinché la mobilità non sia costretta ma desiderata.

A questo proposito Michele Talo, direttore del Centro Consorzi, afferma che «molti giovani bellunesi emigrano per studiare e trovare successivamente una occupazione congrua con il loro percorso formativo. La politica deve lavorare per dare ai giovani un ruolo da protagonisti per costruirsi un profilo professionale spendibile anche e soprattutto nel proprio territorio di appartenenza». 

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