Tariffe sospese per l'emergenza sanitaria: le famiglie non pagano

Se non c’è scuola, non ci sono neanche i servizi. Niente pulmino, niente mensa. Quindi le famiglie non pagano. A Borgo Valbelluna il Comune ha deciso di sospendere le tariffe. Nel caos dell’emergenza sanitaria, c’è almeno una buona notizia per le tasche delle famiglie.

La giunta guidata da Stefano Cesa difatti ha stabilito di rimodulare per i mesi di effettiva utenza la tariffa del trasporto scolastico, dispensando così le famiglie dal pagamento il periodo non fruito. Per quanto riguarda asilo nido e scuola dell’infanzia, l’amministrazione esenterà le famiglie dal pagamento della quota fissa per tutto il periodo di chiusura dei servizi. E se qualcuno ha pagato anticipatamente, verrà fatto un conguaglio per l’anno successivo dove possibile, o verrà studiata una forma di restituzione del denaro.
«In questo momento di difficoltà è necessario venire incontro alle necessità dei cittadini, capendo le difficoltà delle famiglie - commenta il sindaco Cesa -. Anzi, le ringrazio per aver sopportato il sacrificio subito nella riorganizzazione della gestione famigliare». 

 

Il lupo sbrana tre pecore gravide: «Stanchi e impauriti, così non si può andare avanti»

 

Ancora il lupo e ancora a Canai di Lentiai. Dove aveva già pasteggiato a fine gennaio. Ma ora la storia si ripete. E con sfumature ancor più tetre: perché il grande predatore ha divorato tre pecore, tutte gravide, e ferito altri quattro animai. Fra i quali un asino.

Non solo: nella mattinata di ieri, lo scenario raggelante si è manifestato sotto gli occhi di una bambina, la figlia dell’allevatore Mauro Tieppo e della moglie Alessandra. «Così non si può andare avanti - commentano all’unisono -. Siamo davvero stanchi. Abbiamo speso 1500 euro per delle recinzioni anti-lupo che non servono a nulla. E la cifra non ci è stata ancora restituita, nonostante i 500.000 euro già stanziati: soldi che, peraltro, sarebbero più utili per aiutare le persone, specialmente adesso». 

Tieppo sente di avere le mani legate: «Non c’è più la libertà di tenere il territorio curato e, soprattutto, di evitare dissesti idrogeologici, come nella zona in cui ho il pascolo. Si parla di benessere animale, ma sono parole al vento: ora che la primavera è alle porte, chi si fida a lasciar pascolare le pecore, vedendo come sono state sbranate? E pensare che pesano 80 kg». 

Pure Alessandra, da buona madre di famiglia, è in ansia: «Non si dorme nemmeno più la notte. Dispiace, ma non voglio più tenere animali, anche se a rimetterci sarà tutto l’ambiente. Il problema è che qui non interessa nulla a nessuno, o comunque a pochi. Dopo tanti sacrifici, gl unici a rimetterci siamo sempre e solo noi. Le foto non rendono l’idea: questa è una strage raccapricciante. La situazione è spaventosa».

Come spaventoso è il timore di Tieppo: «Sì, sono davvero preoccupato. Anche per tutte le persone che ora passeggiano per i boschi».

 

Furbastri da coronavirus: a Mel il primo tentativo di truffa

Il virus fa nascere nuove truffe. Ma evidentemente aguzza l’ingegno. A Mel nessuno è cascato nel tranello dei falsi tamponi per coronavirus.

Stamattina due donne giravano per le case del paese. Suonavano ai campanelli dicendo di essere state incaricate di eseguire alcuni test per evitare la diffusione del morbo. In particolare, dicevano di dover fare dei tamponi, richiesti dalle autorità sanitarie. Un gioco facile facile, pensavano; soprattutto con gli anziani, e con le persone in piena psicosi da coronavirus. Invece, nessuno è caduto nella trappola. Anzi, le due donne sono state prontamente segnalate.

Pronto l’intervento della pattuglia dei carabinieri. Le indicazioni fornite da una delle persone adescate, però, non sono state sufficienti a individuare e rintracciare le due malfattrici. 

 

Il furgone carico di mascherine si ribalta: incidente in Sinistra Piave

Mascherine di corsa. Troppo di corsa. E il furgone della Protezione Civile finisce fuori strada. La fretta è cattiva consigliera, sempre, anche in tempo di emergenza.

L’incidente è capitato stamattina, lungo la Provinciale 1bis della Sinistra Piave. Il mezzo della Protezione Civile stava rientrando verso Belluno, carico di mascherine da consegnare alle case di riposo. All’altezza di Marziai, però, si è ribaltato. Ancora da chiarire le dinamiche dell’incidente.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Quero. Fortunatamente non ci sono feriti. Le mascherine sono state recuperate e continuano la loro corsa (stavolta con più cautele) verso le case di riposto.

 

Trovati i resti di un’asina e del suo cucciolo: il lupo colpisce a Signa

 

Il lupo è tornato a colpire. E questa volta si è spinto fino a Signa: nella frazione di Mel, in comune di Borgo Valbelluna, il predatore non ha risparmiato un’asina e il suo cucciolo. A ritrovarli è stato un allevatore della zona (la foto è volutamente “tagliata” per non urtare la sensibilità dei lettori).

L’attacco potrebbe essere stato sferrato da qualche altro animale? Difficile. E il motivo lo spiega proprio un allevatore: «Si tratta sicuramente di una predazione da lupo. Lo si evince dalla carcassa delle povere bestie, che peraltro non hanno più le interiora. Perché le stesse interiora non rientrano nell’interesse del predatore».

Questo episodio, avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì, è solo l’ultimo di una lunga serie di predazioni avvenute in provincia di Belluno nell’ultimo periodo: dall’attacco in una stalla di Canevoi (Ponte nelle Alpi), passando per il Cansiglio, Canai di Lentiai e per l’attacco a pochi passi dalle case popolari di Villa di Villa.

 

Cittadella scolastica, al via il progetto innovativo di Mel

 

Prima mossa per la nuovissima cittadella scolastica di Mel: demolizione da una parte, costruzione dall’altra. Con il varo ufficiale da parte del Comune. La giunta di Borgo Valbelluna, infatti, ha dato l’ok al progetto definitivo. Il cantiere tra un anno. Poi Mel avrà una nuovissima struttura, non solo scolastica, ma a beneficio di tutta la comunità, perché ci saranno spazi comuni e una riqualificazione generale della zona dove oggi sorgono le scuole.

Il primo passo sarà quello di demolire. Verrà buttata giù l’attuale scuola media, al termine dell’anno scolastico. I ragazzi si sposteranno nell’edificio dove oggi trovano spazio le elementari. Poi potranno arrivare ruspe e gru per la costruzione del nuovo plesso. Il concetto alla base del progetto è quello della flessibilità. Il fabbricato infatti è stato pensato non solo per soddisfare le classiche esigenze di scuola tradizionale (con una decina di aule per la didattica frontale e alcuni laboratori), ma anche con spazi aperti e comunicanti per sfruttare le nuove tecnologie e sviluppare una didattica innovativa. Materna ed elementari insieme, con sezioni aperte da un lato, chiuse da grandi vetrate verso l’esterno, protette da una loggia. Sono previsti inoltre spazi a uso comune a tutte le unità scolastiche quali refettorio, palestra, biblioteca scolastica e sale polifunzionali. 

«Questa ricchezza di spazi aperti permette uno sfruttamento dell’intero complesso anche al di fuori dell’orario scolastico, con la possibilità di rendere l’intero complesso un “civic center” utilizzato a scopo sociale-culturale dalla comunità - fanno sapere dall’amministrazione comunale -. L’intero polo scolastico infatti sarà sede sia per le lezioni giornaliere, sia per l’assistenza pomeridiana nello studio, per i corsi serali e per varie attività ricreative dell’intera collettività, diventando così un punto di ritrovo pomeridiano per i ragazzi e i cittadini. L’idea è quella di riqualificare l’intera area, che attualmente risulta degradata, per favorire l’accessibilità anche al e dal centro storico, tramite una serie di collegamenti pedonali alla via principale XXXI ottobre».

Costo del progetto, 5 milioni 640mila euro.

 

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