Brasile chiama Belluno: collaborazione digitale tra consorzio Bim e Nova Prata

Brasile chiama Belluno: collaborazione digitale tra consorzio Bim e Nova Prata

Brasile chiama Belluno. E Belluno risponde. Tutto questo grazie agli storici legami dovuti all’emigrazione di fine Ottocento, che ha portato nella terra brasiliana decine di migliaia di bellunesi, veneti e italiani.

E che hanno l’obiettivo di sviluppare anche rapporti economici e scambi di esperienza/consulenza. Lo dimostra l’incontro organizzato nei giorni scorsi dall’Associazione Bellunesi nel Mondo e che ha visto la presenza di Alcione Grazziotin, sindaco del Comune di Nova Prata (Brasile), Marco Stanuovo Polacco, presidente del Consorzio Bim Piave, Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno e Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno.

Grazziotin, oltre a coprire la carica di Sindaco, è anche presidente dell’AMESNE – Associazione dei Comuni dell’Alto Nord Est. Una realtà consorziale, simile al Bim Piave, che coinvolge 36 Comuni della regione Serra Gaucha.

«Sono qui per chiedervi un supporto diretto per lo sviluppo del nostro territorio – le parole di Grazziotin – in primis per la realizzazione di un’infrastruttura digitale di estrema importanza e di assoluta priorità».

Un decennio fa il Bim Piave aveva già attivato una collaborazione con alcuni Comuni del Brasile e a tal proposito, all’incontro, erano presenti anche Ivano Faro – già sindaco di Arsié – e Stefano Savaris, direttore del Consorzio bellunese.

Grazie alla presenza di Giorgio Balzan, direttore del SIT – Sistema Informatico Territoriale, Grazziotin ha avuto modo di venire a conoscenza di un sistema digitale che sarebbe di interesse per il suo comune. «Sono impressionato dalla vostra tecnologia e di certo abbiamo bisogno del vostro know-how, perché abbiamo delle scadenze “ambientali” fissate per il 2033. Manca quindi davvero poco».

Proposte collaborative sono giunte anche da Mario Pozza:

Dalle parole bisogna però passare ai fatti. Come evidenziato da De Bona, e dallo stesso Faoro: «Abbiamo tutte le carte in regola e gli strumenti per avviare un progetto pilota, che potrebbe partire proprio da Nova Prata. Non bisogna assolutamente perdere tempo e mettere in atto azioni mirate». Anche perché, proprio per il legame presente tra questo Comune brasiliano e il Bellunese, i costi di un simile progetto sono più reali, competitivi e sicuri».

(Foto tratta dal profilo Facebook di Abm – Associazione Bellunesi nel mondo)

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