Pronunciamento “pro-vax”, il giuslavorista: «Nessuna sospensione, ma ferie pagate»

Pronunciamento “pro-vax”, il giuslavorista: «Nessuna sospensione, ma ferie pagate»

«Senza vaccinazione non c’è stipendio. Ha fatto molto scalpore questa notizia della sospensione senza retribuzione di alcuni dipendenti di una struttura sanitaria per aver rifiutato il vaccino, così come avrebbe deciso il giudice di Belluno Anna Travia. Ne è sorta una vulgata, ahimè, del tutto fuorviante, che ritengo doveroso correggere. In realtà, a leggere il provvedimento le cose sono molto ma molto diverse».

A dirlo all’Adkronos è Luca Failla, giuslavorista e avvocato di Deloitte Legal, sul pronunciamento del giudice di Belluno riguardo alcuni sanitari che avevano rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid 19.

Secondo Failla, infatti, «i lavoratori non erano stati sospesi senza retribuzione per aver rifiutato il vaccino, bensì messi in ferie (ovviamente retribuite) dall’azienda come è legittimo», spiega. «Il giudice del lavoro ha pertanto correttamente rigettato – sostiene il giuslavorista – l’istanza (ex art. 700 cpc) (volta presumibilmente alla riammissione in servizio e ad annullare il provvedimento datoriale) in quanto ritenuto mancante il periculum (poiché pagati) e non provato il timore di essere poi sospesi senza retribuzione o licenziati al termine del periodo».

«La pronuncia, pertanto, non è per nulla dirompente – continua Failla – come è stata poi dipinta pubblicamente. Semmai, particolare importante sfuggito ai più, pure nella succinta motivazione il giudice dà conto del pericolo che addirittura correrebbero i lavoratori non vaccinati a stare a contatto con altri colleghi vaccinati in quanto costoro potenzialmente portatori del virus dopo la vaccinazione, così giustificando la decisione aziendale ex art. 2087 a tutela dei lavoratori non vaccinati», aggiunge ancora.

«Semmai occorrerà attendere – conclude Failla – le decisioni dell’azienda al termine del periodo di ferie forzate: se i lavoratori saranno riammessi in servizio magari in mansioni differenti ovvero se sospesi senza retribuzione o licenziati. E lì che allora la questione, se riproposta al giudice di Belluno, entrerà nel vivo. E come sempre l’ultima parola spetterà al giudice del lavoro», conclude Failla.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto