Aumentano i nidi, Belluno sempre più “Città delle rondini”

Aumentano i nidi, Belluno sempre più “Città delle rondini”

Belluno si conferma ancora una volta la città delle rondini. Il numero dei nidi censiti nel centro storico è infatti in aumento rispetto al 2025, a conferma di una presenza sempre più stabile nel tessuto urbano. Un risultato che non è solo simbolico, ma racconta un progetto concreto avviato nel 2016 e costruito nel tempo grazie alla collaborazione tra Comune, Provincia, Confcommercio Belluno Dolomiti, Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, associazioni ambientaliste e Riserva di caccia di Belluno. Un percorso nato dalla spinta dell’esperto Giuseppe Tormen e oggi portato avanti dalla figlia Silvia insieme a Mauro Varaschin, con il supporto del Corpo di Polizia Provinciale. Nei giorni scorsi si è concluso l’undicesimo censimento ufficiale dei nidi di rondine. I dati parlano di 25 nidi frequentati, di cui 8 certi con la presenza di rondini o pulli, 7 in cova e 2, per così dire, “in ristrutturazione”, segno di una nidificazione attiva e in crescita.

Accanto al monitoraggio prosegue anche l’attenzione concreta alla convivenza tra rondini e attività del centro. Oltre a una ventina di tappetini, sono stati infatti posizionati anche una decina di ombrelli sotto i portici, con l’obiettivo di proteggere pavimentazioni, colonne e passanti dal guano dei piccoli volatili. «Belluno è una città che ha il privilegio di essere scelta ogni anno dalle rondini come luogo di nidificazione», sottolinea l’assessore all’Ambiente Lorenza De Kunovich. «Non è solo un segno dell’arrivo della bella stagione, ma un importante indicatore della qualità del nostro ambiente e della biodiversità del territorio».

Le rondini, ricorda l’assessore, svolgono infatti un ruolo prezioso nell’ecosistema contribuendo al controllo naturale degli insetti e arricchendo il patrimonio faunistico cittadino. «Vogliamo che Belluno sia sempre più riconosciuta come città delle rondini», aggiunge De Kunovich, «una città che considera la tutela della natura non un vincolo, ma un valore capace di migliorare la qualità della vita e rafforzare l’identità del territorio». Da qui anche l’invito a cittadini, imprese e proprietari di immobili a collaborare per proteggere i nidi, tutelati dalla normativa vigente, e continuare a garantire alle rondini un ambiente accogliente e sicuro.

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