A Bes, tra Belluno e Sedico, sta per arrivare un vigneto da 20 ettari. Il progetto, avviato dall’azienda agricola Le Rughe e già autorizzato, prevede la piantumazione dei primi filari nei prossimi giorni. Ma l’impianto, collocato a ridosso delle abitazioni, ha acceso una protesta sempre più ampia: timori per l’uso dei trattamenti fitosanitari, dubbi sull’impatto ambientale e una petizione online che ha superato le 1.450 firme.
A guidare la mobilitazione è Riccardo Sponga, residente della frazione. «Siamo seriamente preoccupati per l’impatto che questo vigneto avrà sulla nostra comunità», afferma. «Bes è sempre stato un luogo di pace e tranquillità. Con l’insediamento del vigneto tutto cambierà, e non in meglio». Il nodo centrale, per Sponga e molti abitanti, è l’uso dei prodotti fitosanitari: «L’esposizione a questi composti può avere effetti devastanti sulla salute umana. Non siamo disposti a sacrificare la salute dei nostri figli per l’interesse economico di pochi».
Accanto ai rischi sanitari, i cittadini temono un impatto ambientale significativo: perdita di biodiversità, peggioramento della qualità dell’aria, trasformazione del paesaggio. «Serve considerare alternative più sostenibili», insiste Sponga. «Non possiamo accettare un intervento che altera in modo irreversibile il nostro territorio».
Il malcontento era già emerso durante l’incontro pubblico organizzato da Le Rughe, che ha illustrato le fasi del progetto rivendicando trasparenza. Il legale rappresentante, Roberto Sandro, ha ricordato che l’azienda opera da anni in Valbelluna e ha cercato di rassicurare i residenti: «I trattamenti non generano nubi che si espandono nelle frazioni se effettuati con tecnologie adeguate». Garantite anche distanze di sicurezza, barriere verdi e la possibilità di consultare gli atti.
Ma le risposte non hanno convinto. «Le domande erano molte, le contestazioni altrettante», raccontano i presenti. «Il sentimento dominante era di poca contentezza». Ora i cittadini intendono rivolgersi al Comune per capire se esistano margini per limitare un intervento che definiscono «non gradito». Nel frattempo la petizione continua a crescere. «Abbiamo bisogno del supporto di tutti», ribadisce Sponga. «Aiutateci a mantenere Bes una comunità vivibile e sicura».

Il progetto, comunque, proseguirà: la parte ricadente nel territorio di Sedico sarà sistemata il prossimo inverno e, nel giro di due o tre anni, tutti i 20 ettari dovrebbero essere piantumati. Una trasformazione agricola che apre un nuovo fronte di discussione in Valbelluna, tra esigenze produttive e timori per la salute e l’ambiente.
I prossimi passi della mobilitazione
Sponga anticipa le azioni che i residenti intendono mettere in campo. «Verrà creato un comitato», spiega. «E il capo frazione incontrerà il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, facendosi portavoce delle nostre proteste. Vorremmo che fosse un confronto pubblico, ma sembra che non lo vogliano, e questo ci preoccupa: vogliamo testimoni, vogliamo trasparenza».
La posizione del gruppo è netta: «Non si tratta di mediare. Il vigneto non si deve fare. Non possiamo scendere a compromessi e rinunciare alla salute di molti in favore del profitto di pochi». Sponga richiama anche il tema della sicurezza: «Se dopo ogni trattamento bisogna evitare di transitare nell’area per almeno due ore, significa che si sta facendo qualcosa di nocivo. Il resto sono chiacchiere per coprire interessi economici che non possono valere il sacrificio del benessere sociale di un’intera comunità».





