Una mappa completamente ridisegnata: dalle attuali 158 parrocchie a circa 37 nuove realtà ecclesiali. È la trasformazione profonda che la diocesi di Belluno‑Feltre si prepara ad affrontare nei prossimi anni, come annunciato dal vescovo Renato Marangoni in una lettera pubblicata sul sito ufficiale della diocesi. Un progetto che punta a unire le comunità in strutture più ampie, definite “comunità di comunità”, per rispondere ai cambiamenti demografici e pastorali del territorio.
Marangoni parte da un bilancio dell’ultimo decennio, segnato da collaborazioni sempre più strette tra parrocchie: un percorso che ha permesso di sperimentare nuove forme di lavoro comune, pur tra difficoltà e cambiamenti. Ma il quadro attuale impone scelte più strutturate. Spopolamento, invecchiamento della popolazione, calo della partecipazione e diminuzione dei sacerdoti stanno modificando il volto delle comunità e il modo stesso di esercitare il ministero.
Da qui la proposta delle “nuove parrocchie”, maturata anche alla luce del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e delle verifiche svolte nelle assemblee interparrocchiali del 2025. L’idea è consolidare le collaborazioni già esistenti, dando loro una forma stabile e riconosciuta. Le parrocchie storiche continuerebbero a esistere come comunità locali, ma la gestione giuridica, amministrativa e patrimoniale farebbe capo alla nuova entità, guidata da un unico parroco. Ogni nuova parrocchia assumerebbe un nome e un patrono scelti dalle comunità coinvolte.
Il percorso decisionale sarà articolato. Settembre 2026 segnerà l’avvio degli incontri con i Consigli pastorali e i Consigli per gli affari economici delle sei convergenze foraniali. Nei mesi successivi si aprirà la consultazione nelle singole comunità, coinvolgendo fedeli e volontari. La fase successiva porterà alla preparazione del Sinodo diocesano, previsto tra febbraio e marzo 2027, che avrà il compito di elaborare le proposte definitive. Le decisioni saranno poi recepite dal vescovo e attuate gradualmente.
Nelle conclusioni della lettera, Marangoni richiama il contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, ribadendo la volontà della Chiesa locale di continuare il proprio cammino nelle valli e nelle montagne del Bellunese. L’auspicio è che il processo si sviluppi in modo partecipato, valorizzando le comunità esistenti e rafforzando la collaborazione tra di esse.





