“Vardè e ridè”: in mostra gli scatti e la vita di Amalia Beati

“Vardè e ridè”: in mostra gli scatti e la vita di Amalia Beati

Cerimonie religiose, scolaresche, momenti di vita quotidiana, le gite in barca sul lago di Vedana: questi sono solo alcuni dei temi degli scatti di Amalia Beati, in mostra fino al 30 settembre – l’inaugurazione questo pomeriggio alle 17 – nelle ex scuole di Gron per l’organizzazione del Circolo Auser Monte Sperone e del gruppo Formiche Rosse. Una rassegna che già dal titolo – Vardè e ridè – racconta di “un genuino amore per la vita in tutte le sue espressioni e dalla non comune capacità di prendersi cura degli altri con un sorriso”, come si legge nella brochure di presentazione.

Una vita unica, la sua: nata nel 1900 a Canal del Mis da una famiglia di umili origini, sposa Giovanni Beati, fotografo di San Tomaso Agordino, che però perde la vita in guerra nel 1943. Amalia decide così di continuare l’attività del marito.

Passano gli anni, e negli anni ’50 decide anche di sperimentare la colorazione delle fotografie; intorno agli anni ’60, complici le evoluzioni tecnologiche, chiude con la fotografia e apre un piccolo negozio di paese dove trovare “aghi, fili e botoi”, come amava dire. Nel corso della sua vita, Amalia ha fatto anche la bidella e ha ospitato le maestre che avevano bisogno di un’abitazione; muore nella sua Mis a 97 anni, dopo aver attraversato quasi un secolo di cambiamenti e rivoluzioni, sia storiche che personali.

Una vita che si è voluto riassumere in questa mostra, dove accanto alle decine di scatti si trovano gli abiti, i lenzuoli e i tessuti venduti nel piccolo negozio, la bicicletta con il cavalletto e la macchina fotografica che hanno segnato la sua attività, e un allestimento molto particolare: una stanza da letto.

Tra le altre particolarità, c’è anche la copia dell’atto con cui nel 1932 l’allora proprietario del lago di Vedana – privato ancora oggi – affidava al marito di Amalia il compito di curare il lago, con la possibilità di uscire a pesca con la canna e con la rete e di utilizzare una barca.

Per ammirare queste e altre rarità, e per fare un tuffo negli usi, nei costumi e nella storia, c’è tempo fino al 30 settembre: la mostra è aperta ogni sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00, oppure su prenotazione.

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