Covid, entro domenica immunizzato l’80% degli anziani

Covid, entro domenica immunizzato l’80% degli anziani

Nuovi casi sotto controllo, attenzione per i ricoveri in terapia intensiva, ripartenza della campagna vaccinale. Il punto della situazione per quanto riguarda la pandemia di coronavirus in provincia è stato fatto questa mattina in videoconferenza dai vertici dell’Ulss 1 Dolomiti.

Diminuiscono i casi e l’incidenza, e questa è la bella notizia. Da qualche giorno – fa notare il direttore generale dell’azienda sanitaria, Maria Grazia Carraro – i nuovi casi positivi giornalieri sono una quarantina. Un numero gestibile, che permette un ottimo tracciamento dei contatti e, di conseguenza, di isolare prontamente eventuali focolai. Di questo passo presto scenderanno sotto quota 1.000 i bellunesi attualmente positivi, mentre l’incidenza settimanale dei nuovi casi, rapportata su 100mila abitanti, è già sotto il livello regionale, attestandosi a quota 162: ben sotto la soglia della “zona rossa” fissata a 250.

Un po’ di apprensione in più si ha osservando i ricoveri. Negli ultimi sette giorni si è assistito ad una crescita, piccola ma significativa. E se per quanto riguarda l’area non critica non preoccupano particolarmente i 60 pazienti covid positivi attualmente ricoverati, maggiore attenzione va posta sui 13 bellunesi in terapia intensiva. Quasi tutti, ricorda Carraro, arrivati lì da altri reparti a media intensità. «Ma in questi ultimi giorni – aggiunge il direttore generale – c’è anche un maggior turnover».

Il futuro, però, va guardato con ottimismo, perché a breve ripartirà la campagna vaccinale, in stand – by nei giorni scorsi a causa della scarsità di vaccini, dopo le 2.000 vaccinazioni giornaliere di fine marzo.

Finora sono state 57.000 le dosi somministrate nel territorio dell’Ulss 1. «Il 75% degli anziani over 80 ha ricevuto la prima dose – spiega Maria Grazia Carraro – e il 35% ha completato il ciclo». E grazie al supporto di medici di base e amministrazioni comunali, già immunizzato con la prima dose di vaccino AstraZeneca il 46% delle persone tra 70 e 79 anni.

L’obiettivo è coprire almeno l’80% degli over 80 entro domenica. Un risultato già ottenuto, per esempio, in Comelico. «Abbiamo tre giorni molto impegnativi su questo fronte – spiega il direttore del Dipartimento di Prevenzione, Sandro Cinquetti – perché proseguiremo con le seconde dosi e abbiamo gli appuntamenti degli over 80 con lettera rinviati il 5 e 6 aprile per mancanza di vaccino».

Oggi a Belluno attese 184 persone per le seconde dosi e 383 convocate con lettera. «Ma queste ultime, secondo le esperienze dei giorni scorsi – spiega Cinquetti – si presentano in genere nel 65 -70% dei casi». A Feltre appuntamento per 223 seconde dosi e 695 con lettera. Domani si replica. Al San Martino previste 366 seconde dosi di vaccino Moderna; 546 le persone attese a Feltre (sempre seconde dosi) e 170 quelle da mettere in cantiere a Tai. Infine, domenica. In arrivo, teoricamente (l’adesione è poco sopra il 50%, in questi casi) 639 over 80 convocati con lettera a Belluno; 694 a Feltre e 79 ad Agordo, dove sono previste anche 200 seconde dosi.

La prossima settimana tornerà ad essere disponibile anche il vaccino di AstraZeneca. Ma non verrà utilizzato subito. «Lo terremo da parte – spiega Cinquetti – per prudenza, perché dovremo vaccinare con la seconda dose i 70-79enni che hanno già ricevuto la prima dose, per i quali i richiami inizieranno da fine mese». Sono 14mila le dosi del vaccino anglo – svedese già somministrate.

Arriverà anche altro vaccino Pfizer. «Oggi rivedremo la programmazione – spiega Maria Grazia Carraro – e contiamo di poter aprire a brevissimo nuovi slot di prenotazione per over 80, disabili e soggetti fragili».

Gli altri dovranno pazientare ancora. Nel frattempo, però, i medici di base proseguono nelle vaccinazioni a domicilio. «E lunedì – conclude il direttore generale – avremo un quadro più preciso di quanti over 80 mancheranno ancora all’appello. Cercheremo di raggiungerli con ogni mezzo, anche grazie alla prezioa collaborazione dei medici di base, dei sindaci e, da ieri, anche dei carabinieri. Ora è questo il nostro obiettivo primario: immunizzare la totalità delle persone più anziane».

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