La gestione della pandemia da Covid-19, il potenziamento del personale e i rincari delle utenze energetiche, in seguito agli aumenti delle materie prime, fanno prevedere un aumento dei costi di gestione dell’Ulss 1 Dolomiti.
Tanto è vero che ’Azienda, il cui costo di produzione previsionale è pari a 511 milioni di euro, ha predisposto un bilancio economico preventivo con una perdita prospettica di 74 milioni.
«L’Azienda è sana e solida», rassicura la direttrice generale Maria Grazia Carraro, «il bilancio preventivo sarà aggiustato e consolidato nel corso dei prossimi mesi, con i necessari aggiornamenti. I maggiori costi, non sempre prevedibili, del 2021 hanno riguardano tutte le famiglie e l’intero tessuto produttivo, ma anche i maggiori investimenti in personale e tecnologie che sono e saranno fatti per potenziare i servizi offerti».
A incidere, in particolare, sono i costi relativi alla gestione della pandemia da Covid-19 (vaccini, tamponi, contact tracing, ricoveri, pulizie e sanificazioni…), quelli per l’ assunzione di personale e per il recupero delle prestazioni sospese, per riscaldamento ed energia dovuti al forte aumento dell’energia elettrica e del gas metano. oltre ai maggiori costi per la manutenzione delle nuove apparecchiature sanitarie e aumento degli ammortamenti.
In particolare, circa 1,8 milioni di euro in più rispetto all’anno precedente sono dovuti ai rincari delle bollette (a seguito degli aumenti delle materie prime), 1,5 dei quali per il riscaldamento, con una crescita del 16 per cento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda la gestione della pandemia Covid, è costata all’Ulss Dolomiti circa 19 milioni di euro nel 2021.
La direzione generale, inoltre, è impegnata nel chiudere e avviare «nuovi cantieri per migliorare la sicurezza e la funzionalità delle strutture sia in ambito ospedaliero, sia territoriale. E nell’effettuare ulteriori investimenti in innovazione tecnologica».





