Dopo la Conferenza dei sindaci è scontro tra Vigo e Danta

Dopo la Conferenza dei sindaci è scontro tra Vigo e Danta

La Conferenza dei sindaci dell’Ulss 1 Dolomiti continua a far discutere. Il voto sul giudizio all’operato dell’azienda sanitaria — massimo punteggio confermato, ma con una parte dei sindaci contrari — ha aperto un fronte politico che nelle ultime ore si è trasformato in un vero botta e risposta pubblico. Da un lato il sindaco di Vigo di Cadore, Mauro Giovanni Schiesaro, che difende senza esitazioni il lavoro dell’Ulss. Dall’altro il sindaco di Danta di Cadore, Thomas Menia Corbanese, che rivendica la libertà di esprimere un giudizio diverso e denuncia “attacchi e falsità” da parte di alcuni colleghi.

Schiesaro parla con il doppio ruolo di medico e amministratore e definisce “meritevole del più profondo ringraziamento” il lavoro svolto dal commissario Giuseppe Dal Ben e dalla direzione strategica nel 2025. A suo giudizio, le critiche emerse dopo la votazione sarebbero “strumentali” e rischierebbero di minare la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica. Il sindaco di Vigo contesta anche la richiesta di annullamento del voto segreto, definendola “contraddittoria”, e sottolinea come le obiezioni sollevate non sarebbero state accompagnate da motivazioni solide o contestualizzate. Per Schiesaro, un giudizio negativo sull’Ulss non riguarda solo il vertice, ma “coinvolge inevitabilmente tutto il personale che ogni giorno garantisce servizi essenziali”.

Il sindaco richiama inoltre il quadro nazionale e regionale, segnato dalla carenza di professionisti e dalle difficoltà logistiche del territorio bellunese, e ricorda i dati presentati dal commissario: incremento delle prestazioni, ampliamento dell’offerta nelle sedi periferiche, maggiore attenzione alle aree disagiate, aumento della spesa per il personale e copertura delle apicalità. Un passaggio Schiesaro lo dedica anche all’organizzazione sanitaria delle Olimpiadi e Paralimpiadi, definita “un successo” che ha lasciato un’eredità importante al territorio. Da qui la sua conclusione: “Mortificare tutto questo con giudizi privi di basi solide è un gesto di grande irresponsabilità”.

La replica di Thomas Menia Corbanese arriva con toni altrettanto netti. Il sindaco di Danta si dice “amareggiato” per le ricostruzioni circolate dopo la Conferenza e rivendica di aver chiesto soltanto il rispetto dei regolamenti e della libertà di opinione. Per lui, un voto non eccellente non alimenta sfiducia, ma dimostra ai cittadini che i loro problemi vengono portati nelle sedi decisionali. “Per me contano le persone prima dei numeri”, scrive, spiegando che il suo giudizio nasce dai racconti quotidiani dei residenti e non da una lettura esclusivamente statistica.

Menia Corbanese denuncia anche un clima che, a suo dire, penalizzerebbe chi esprime posizioni diverse. “Forse qualcuno pensa che a 26 anni non si possa esprimere liberamente la propria idea”, afferma, collegando l’episodio a una difficoltà più ampia della politica nel gestire il dissenso. Il sindaco difende poi la richiesta di annullamento del voto, definendola una questione “procedurale e sostanziale”, perché la Conferenza non vota a maggioranza ma esprime una volontà collettiva in cui ogni voto deve avere lo stesso peso.

Sul merito, Menia Corbanese ribadisce che la sanità del territorio “non è da massimo dei voti”, posizione che sostiene essere condivisa da molti cittadini. E avverte: non sono le opinioni diverse a creare sfiducia, ma “la volontà di far prevalere la posizione di una maggioranza su ogni altra”. Il suo rammarico finale è per la mancanza di dialogo: “Chi dovrebbe promuovere la conciliazione tra visioni differenti non accetta la posizione di un collega”.

Il confronto resta dunque aperto, con due visioni opposte su come valutare l’operato dell’Ulss e, soprattutto, su come interpretare il ruolo dei sindaci nella Conferenza: difendere l’istituzione sanitaria o portare con forza le criticità dei cittadini. Una frattura politica che, dopo la votazione di giovedì, sembra destinata a proseguire.

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