L’assemblea dei sindaci dell’Ulss 1 Dolomiti promuove l’operato del commissario Giuseppe Dal Ben, ma il voto segreto di ieri pomeriggio apre una frattura politica evidente. Da una parte c’è chi legge nell’esito un segnale di fiducia; dall’altra chi contesta sia il merito sia il metodo con cui è stato proclamato il risultato.
A esprimere soddisfazione è Silvia Calligaro, segretario della Quinta Commissione consiliare, regionale, che parla di «valutazione positiva» e di un riconoscimento al lavoro svolto in una fase «particolarmente delicata per la sanità bellunese e veneta». Secondo Calligaro, l’Ulss 1 ha attraversato mesi complessi, segnati dalle difficoltà del sistema sanitario e dalla pressione dell’appuntamento olimpico. In questo contesto, sostiene, Dal Ben avrebbe garantito «attenzione, presenza e impegno concreto per il bene del territorio». Da qui il ringraziamento «per quanto fatto a servizio delle comunità bellunesi» e l’invito a proseguire con «serietà, responsabilità e collaborazione istituzionale».
Di segno opposto la lettura di Giovani&Futuro, che definisce il voto «una scelta politica fuori dalla realtà» e annuncia una richiesta formale di annullamento in autotutela. Per il presidente Luca Frescura, attribuire il punteggio massimo alla gestione della sanità bellunese «è un messaggio sbagliato ai cittadini e agli operatori sanitari», soprattutto in un territorio che continua a fare i conti con difficoltà di accesso alle cure e carenze strutturali.
La contestazione riguarda anche il metodo. Secondo Giovani&Futuro, la valutazione non poteva essere trattata come una semplice proposta da approvare a maggioranza, perché si trattava di un giudizio numerico sull’operato della direzione. «Se i sindaci esprimono voti diversi, quei voti devono pesare tutti. Non possono essere cancellati solo perché una maggioranza ha scelto il punteggio massimo», afferma Frescura, che parla di «forzatura politica e procedurale».
Sulla stessa linea i sindaci Thomas Menia Corbanese (Danta di Cadore) e Luca Olivotto (Borca di Cadore), che annunciano l’invio della richiesta di rettifica già nella giornata di domani. Richiamano il regolamento della Conferenza dei Sindaci, che distingue tra proposte – approvate a maggioranza – e giudizi su persone, espressi con voto segreto. «Se una parte dei sindaci ha espresso un punteggio inferiore, quel voto non può essere sterilizzato. La Conferenza deve rappresentare la volontà complessiva dell’organo, non solo quella della maggioranza», sostengono.





