L’effetto Olimpiadi spinge il turismo: estate all’84%, corre anche l’inverno

L’effetto Olimpiadi spinge il turismo: estate all’84%, corre anche l’inverno

L’estate si chiude con un’occupazione media dell’84%, in crescita del 10,8% rispetto al 2025 e del 15,2% sul 2024. E mentre la stagione calda va in archivio con numeri positivi, Cortina guarda già all’inverno: le prenotazioni per dicembre e gennaio superano il 40%, contro il 33,4% registrato nello stesso momento dello scorso anno. È quanto emerge dalle elaborazioni di HBenchmark per l’Associazione degli Albergatori di Cortina, che fotografano una domanda in crescita a poco meno di due mesi dall’avvio ufficiale della stagione. Tra inizio dicembre e fine gennaio, l’occupazione già acquisita supera infatti il 40%, con un incremento del 22,2% rispetto allo stesso periodo di rilevazione del 2025. I primi picchi si registrano per il ponte dell’Immacolata, con il 45% delle camere già prenotate, Capodanno con il 61% e la Coppa del Mondo di sci di metà gennaio con il 50%. Dicembre presenta prenotazioni in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Ancora più marcato il dato di gennaio, avanti del 41%. Più indietro febbraio e marzo, mesi nei quali però le prenotazioni tendono tradizionalmente a concentrarsi maggiormente a ridosso del soggiorno.

Interessante anche la distribuzione delle prenotazioni tra le diverse categorie ricettive. La fascia alta resta davanti, con il 43% contro il 38,2% del segmento medio. È però proprio quest’ultimo a mostrare la crescita più consistente: +31,7% sul lungo periodo, contro il +15,9% delle strutture di fascia alta. Il divario rimane più evidente durante le vacanze di Natale, che viaggiano già oltre il 52% di occupazione media, il 20,2% in più rispetto al 2025. In questo periodo le strutture di alta gamma sfiorano il 60%, mentre quelle della fascia media raggiungono il 45,7%. Per Joseph Ejarque, Destination Manager di Cortina Marketing, i risultati confermano il percorso di riposizionamento della località sia come destinazione premium sia come località di montagna capace di attrarre visitatori durante tutto l’anno. La strategia, sottolinea, punta inoltre a trasformare la visibilità legata alle Olimpiadi in una risorsa duratura per il turismo ampezzano.

Sul fronte della provenienza, per l’inverno le prenotazioni sono al momento piuttosto equilibrate: il 53% riguarda visitatori stranieri e il 47% italiani. Molto diversa era stata la fotografia dell’estate. Nei mesi di giugno, luglio e settembre, la clientela internazionale aveva rappresentato complessivamente l’80,4% delle presenze, contro il 19,6% degli italiani. Gli Stati Uniti guidavano nettamente i mercati esteri con il 23,4%, davanti a Regno Unito (5,3%), Corea del Sud (4,1%), Australia e Francia (entrambe al 3,8%). «L’estate, anche grazie al driver olimpico e ai tanti eventi che hanno animato le nostre montagne, ci ha regalato moltissime soddisfazioni», commenta Sandra Ruatti, presidente dell’Associazione degli Albergatori di Cortina. La località, sottolinea, non è ormai più legata soltanto allo sci e alla stagione invernale, ma si propone durante tutto l’anno attraverso trekking, outdoor, wellness ed enogastronomia. Ruatti evidenzia soprattutto l’aumento delle prenotazioni nella fascia media, che considera un segnale del progressivo superamento dell’immagine di Cortina come destinazione esclusivamente di lusso. Sul fronte dell’offerta alberghiera, la prossima stagione vedrà inoltre la riapertura dell’ex hotel Venezia come The First e dell’ex Hotel Italia, diventato di proprietà di Lvg Real Estate Seconda Srl.

Soddisfatta anche la vice sindaca Roberta Alverà, secondo la quale i dati confermano «la bontà del lavoro portato avanti in questi anni» dall’amministrazione insieme a Cortina Marketing, operatori e associazioni di categoria. L’obiettivo, spiega, è trasformare l’eredità olimpica in valore per il territorio e rafforzare l’attrattività della località per almeno dieci mesi all’anno. La sfida, insomma, è far durare l’effetto dei Giochi ben oltre l’appuntamento olimpico. E i primi numeri della stagione invernale sembrano indicare che la scia, almeno sul fronte delle prenotazioni, non si è ancora esaurita.

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