Se l’obiettivo era quello di far conoscere il testamento biologico e le Disposizioni Anticipate di Trattamento, allora è stato certamente centrato: tutto esaurit alla Sala Guarnieri di Pedavena per l’incontro “Il testamento biologico, questo sconosciuto. La facoltà di scegliere in un contesto di cura”, organizzato dal Lions Club Feltre Host in collaborazione con il Leo Club Feltre e patrocinato dal Comune di Pedavena.
I numeri
Nate nel 2018, le Dat – Disposizioni Anticipate di Trattamento hanno registrato – secondo i dati raccolti dall’Associazione Luca Coscioni – 200.744 adesioni a livello nazionale, una ogni 208 residenti maggiorenni.
In Veneto il numero delle Dat si attesta a 18.071, una ogni 212 maggiorenni; la nostra regione si posizione a metà classifica – guidata da Abruzzo, Molise e Valle d’Aosta -, undicesimo posto in Italia per rapporto tra abitanti e Dat.
In provincia di Belluno, le Disposizioni depositate risultano 1028, una ogni 165 abitanti maggiorenni; è il secondo miglior risultato in Veneto, dietro solo a Vicenza (141). Nel Bellunese si registra poi una tendenza inversa rispetta a quella nazionale: se In Italia infatti dopo il “boom” del 2018-2019 il numero è in calo costante dal 2020, in provincia questo dato risulta sempre in leggera, ma costante crescita (68 nel 2020; 79 nel 2021; 87 nel 2022, ultimo dato disponibile).
Gli interventi
La serata organizzata dal Lions Club Feltre Host ha quindi voluto far conoscere maggiormente ai cittadini questo strumento: «Ci siamo resi conto, parlandone prima tra soci e poi anche con amici e conoscenti, che è un argomento conosciuto da pochi e non sempre in maniera corretta. – ha sottolineato la presidente Debora Lotto – Spesso viene confusa con l’eutanasia o il fine vita, ma qui si parla di tutt’altro; essendo una legge dello Stato, abbiamo chiesto l’intervento di due professionisti affinché tutti possano capirne spirito e funzionamento e poter così scegliere al meglio per la loro salute e la loro vita».
Sul palco, moderati dall’ex primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre e membro del Lions Club Feltre Host Aldo Bonso, si sono alternati il notaio Enzo Rossi e Franco Zambotto, ex primario di Pneumologia dell’Ulss 1 Dolomiti.
«Il testamento biologico è solo una parte della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento, – ha evidenziato Zambotto – una legge che mette particolare enfasi sull’autonomia del paziente e sulla condivisione del percorso di cura con i medici per raggiungere gli obbiettivi di terapia più adatti per ogni persona malata. La relazione di cura è al centro di questo discorso: senza di essa, non può esserci un vero testamento biologico. Il paziente deve conoscere le possibilità terapeutiche e gli sviluppi futuri, e in base a questo, ai suoi valori morali e e alle sue convinzioni può fare la scelta migliore per sé».





