Tariffe acqua, i sindaci: «Invariate per i prossimi 4 anni»

Tariffe acqua, i sindaci: «Invariate per i prossimi 4 anni»

Le tariffe dell’acqua? Per quattro anni non verranno ritoccate. Almeno, questa è la volontà dei 59 sindaci bellunesi del Consiglio di bacino Dolomiti Bellunesi, ribadita questo pomeriggio nell’assemblea presieduta dalla presidente Maria Teresa De Bortoli. Un buon proposito di fine anno che però dovrà attendere il via libera di Arera, l’autorità di regolazione nazionale per le reti idriche, che a giorni pubblicherà la delibera con le linee guida per l’adeguamento delle tariffe idriche per i prossimi quattro anni. Ma in quanto ente di controllo nazionale, potrebbe Arera obbligare i sindaci bellunesi ad aumentare le tariffe loro malgrado? No, per il direttore del bacino Dolomiti Bellunesi Giuseppe Romanello, che a margine dell’assemblea ha rassicurato su questo punto: «Arera mira a uniformare le tariffe, ma visto che la tariffa per legge già deve coprire il 100% dei costi e degli investimenti (e la tariffa di Bim Gsp lo fa), in caso dovessero anche sorgere nuovi costi si rimodulerebbe al ribasso il piano degli investimenti».

La realtà dice che Bim Gsp con la tariffa attuale (tra l’altro rimodulata nella sua composizione, sempre secondo i dettami Arera, quest’anno) riesce anche a fare un po’ di utile, oltre ad aver dimezzato il debito-monstre di 80 milioni di euro nel giro di otto anni. Un piccolo margine che per Bortolo Sala, sindaco di Borca di Cadore, dovrebbe essere utilizzato proprio per cercare di diminuire un po’ la tariffa. L’assemblea di bacino ha anche recepito nel suo regolamento per l’utenza anche le modifiche proposte dall’autorità di controllo per quanto riguarda la gestione delle morosità, che nel territorio bellunese si attestano poco sopra l’1%. Il regolamento ora fissa degli step precisi per quanto riguarda l’avvertimento degli utenti che non pagano e introduce l’istituto della limitazione della fornitura, prima di arrivare al distacco vero e proprio dell’utenza.Vengono infine tutelati gli utenti non in gradi di pagare la tariffa e che richiedono quindi il “bonus idrico”: a loro il contatore dell’acqua non potrà essere sigillato, se non in casi specifici, come la manomissione dei sigilli o l’intestazione di più utenze.

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