«Sì allo Ius culturae per integrare i “nuovi italiani”: lo chiede la base del Pd

«Sì allo Ius culturae per integrare i “nuovi italiani”: lo chiede la base del Pd

Una società inclusiva per i nuovi italiani, in grado di far dialogare impresa e lavoratori, fortemente collegata all’Europa e un partito con un leader che faccia sintesi delle idee e delle proposte che provengono dalla base dei circoli e dei militanti. Si presenta con questi risultati la consultazione degli iscritti al Pd della provincia di Belluno promossa a fine marzo dal neo segretario nazionale, Enrico Letta. 

Oltre la metà degli iscritti ha risposto alle 21 domande del questionario online che, ricorda la segretaria provinciale Monica Lotto, «aveva l’obiettivo di una riflessione collettiva per far emergere le proposte di rilancio dell’azione del partito, prendendo in considerazione le idee che provengono dai territori e costruire un’agenda politica capace di fare sintesi e stabilire le priorità per il prossimo futuro».

Dalle risposte emergono diverse indicazioni rispetto all’agenda politica nazionale: attenzione alla scuola e alla formazione con la valorizzazione degli insegnanti e la richiesta di maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, revisione del ruolo delle Regioni la cui autonomia si è rivelata fragile e inconsistente nell’affrontare l’emergenza sanitaria, promozione dello Ius culturae (preferito allo Ius soli) per integrare i nuovi italiani e, ancora, favorire sistemi di welfare in cui i privati e le aziende siano parte attiva nella tutela delle fasce più deboli e delle famiglie. Sul versante del rapporto tra Stato e impresa, i militanti del Pd bellunese sottolineano la necessità della riforma fiscale, appoggiano una profonda riforma della pubblica amministrazione tesa a ridurre il carico di burocrazia che frena le Pmi e auspicano un partito che si faccia promotore di un nuovo connubio tra imprese e lavoratori dando rappresentanza a quelle categorie che oggi non hanno voce. L’Unione europea deve diventare un’istituzione politica, e questo passa attraverso una necessaria cessione di sovranità da parte degli stati membri. Un punto su cui ci sono pochi tentennamenti da parte degli iscritti, come quasi tutti fanno riferimento diretto o indiretto all’autonomia della montagna nel rapporto tra i diversi livelli istituzionali. La Regione pesa molto e ‘schiaccia’ i territori montani che avrebbero bisogno di regole proprie e differenziate.  

«Il questionario», conclude Lotto, «è stato un ottimo esercizio per avviare una discussione aperta sulla società e sul partito. Dalle risposte si evince una consapevolezza che conferma come il nostro elettorato di riferimento non si limita a considerare campanilisticamente solo le problematiche locali, ma riesce a inquadrarle nel contesto italiano ed europeo». 

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