Rincari del trasporto pubblico, Fratelli d’Italia contro Provincia e DolomitiBus

Rincari del trasporto pubblico, Fratelli d’Italia contro Provincia e DolomitiBus

«Servizi estivi ridotti all’osso, abbonamenti modificati e rincari mascherati: così si penalizzano non solo gli studenti, ma anche i lavoratori e tutti gli utenti del territorio. L’Ente di Governo doveva fare una vera trattativa a tutela dei cittadini e delle famiglie»: critiche nette e dure ai rincari del trasporto pubblico locale, ma la notizia è che a farlo è chi – fino a pochi mesi fa – sedeva in maggioranza a Palazzo Piloni e che sarebbe parte anche dell’attuale coalizione di governo (se non fosse che qualche errore “di calcolo” l’ha lasciato fuori dai giochi).

Queste sono infatti parole di Massimo Bortoluzzi e Silvia Calligaro, esponenti di Fratelli d’Italia, ex consigliere provinciale il primo, attuale consigliera regionale e già vicepresidente della Provincia di Belluno fino alle elezioni regionali di novembre la seconda. «Sta facendo discutere il nuovo piano tariffario di Dolomiti Bus, approvato dall’Ente di Governo presieduto da Marco Staunovo e dal consigliere delegato Renzo Minella. – scrivono Bortoluzzi e Calligaro in una nota – Tra la conversione degli abbonamenti scolastici da 10 a 12 mesi, la revisione al rialzo delle tariffe ordinarie e i tagli ai servizi, si apre un forte dibattito politico sulle modalità di gestione delle risorse derivanti dagli utili societari. Negli ultimi due anni, Dolomiti Bus ha registrato importanti utili di esercizio: 1,9 milioni di euro nel 2024 e 2,7 milioni di euro nel 2025. Risorse che nel 2024 non erano state distribuite in attesa di definire una destinazione strategica a beneficio del territorio, quando alle sedute partecipava il consigliere uscente con delega al TPL Massimo Bortoluzzi».

A far partire l’attacco del consigliere dell’Alpago è lo sblocco della ripartizione dei dividendi, che porta alla Provincia di Belluno circa 2 milioni di euro: «È del tutto inaccettabile che le risorse pubbliche derivanti dai dividendi vengano impiegate semplicemente per attenuare gli aumenti tariffari approvati dall’Ente di Governo presieduto dal Presidente della Provincia Marco Staunovo Polacco. È doveroso precisare che gli adeguamenti delle tariffe sono dovuti per contratto, ma questo non giustifica affatto la scelta di modificare la struttura dei titoli di viaggio né di far cadere i rincari sulle spalle dell’intera cittadinanza. Visti gli importanti utili maturati da Dolomiti Bus negli anni precedenti, serviva e si doveva condurre una trattativa vera su questo tema. Quei soldi dovevano e devono servire a potenziare i servizi sul territorio, ad aumentare le corse e a migliorare la qualità del trasporto per tutti: non solo per gli studenti, ma anche per i lavoratori pendolari e per l’utenza generica che ogni giorno si affida ai mezzi pubblici per spostarsi in provincia. Non si può fare da scudo finanziario a rincari stabiliti dall’ente medesimo lasciando inalterate le criticità del servizio», evidenzia Bortoluzzi.

L’ex presidente della Provincia non è certo più morbida: «È chiaro che i contratti di servizio e i vincoli normativi vadano sempre rispettati ed onorati. Tuttavia, la politica ha il preciso dovere di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per generare ricadute sociali positive e concrete. Esistono e si possono creare misure ad hoc a sostegno degli studenti, dei lavoratori e delle categorie fragili, affinché l’accesso al trasporto pubblico locale rimanga un diritto garantito per tutti i cittadini e non diventi un peso insostenibile per i bilanci familiari».

Quali le contro-proposte quindi? «Lo strumento dell’Investi Scuola e le risorse pubbliche derivanti dagli utili devono nascere per aiutare i cittadini e sostenere la permanenza nelle aree montane, non per diventare una valvola di sfogo contabile dove assorbire i rincari e i cambi di tariffa. I titoli di viaggio non andavano modificati arbitrariamente. Alla luce dei consistenti utili aziendali registrati da Dolomiti Bus, l’Ente di Governo avrebbe dovuto intavolare un negoziato serrato con l’azienda per congelare i rincari a carico di studenti, lavoratori pendolari e utenti generici; è necessario ampliare le agevolazioni e i titoli dedicati (come l’Unico Studenti) anche a tutti gli studenti che frequentano le scuole secondarie di primo grado (scuole medie) e che devono utilizzare il TPL; ripristinare e potenziare le corse nei periodi extra-scolastici ed estivi per garantire il diritto alla mobilità a chi si sposta per motivi di lavoro; ripristinare le corse domenicali e del servizio festivo, che sono state eliminate ormai da diverso tempo, anche in funzione turistica e per snellire il traffico di mezzi privati sulla viabilità da e per le località di montagna e di villeggiatura; introdurre specifiche agevolazioni dedicate ai nuclei familiari numerosi e ai lavoratori a basso reddito; sostenere oltre alla contribuzione che già viene data per l’unico studenti anche ulteriori misure agevolative (famiglie numerose, estensione delle agevolazione agli studenti delle scuole medie) attraverso l’impiego delle risorse messe a disposizione dal Consorzio BIM, in piena coerenza con le finalità di solidarietà e supporto alla montagna previste dalla legge».

L’invito finale rivolto all’Ente di Governo presieduto da Staunovo Polacco è quello di riaprire con urgenza il confronto istituzionale per destinare gli utili societari a un effettivo potenziamento del servizio e a un sostegno mirato, equo e inclusivo per tutti gli utenti della provincia.

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