La cordata è partita. Passo lento, ma sicuro. Sguardo verticale. Anzi, sguardo “Oltre le vette”. L’edizione numero 25 della storica rassegna culturale bellunese è stata avviata. Inaugurata ieri sera (8 ottobre) in una location inusuale: nella corte interna di Palazzo Crepadona, attualmente un cantiere in piena regola, con una riqualificazione che avanza pian piano ma che già dimostra la forza evocativa di un luogo storico della città. Una forza che è anche motore del festival di “Oltre le vette”, da un quarto di secolo appuntamento consolidato che rende Belluno la capitale della cultura alpina.
«La rassegna è partita per celebrare la montagna e si è evoluta molto negli anni: oggi non è più una manifestazione che parla solo di alpinismo, ma anche di arte, di storia, di ambiente…» sottolinea Flavio Faoro, da sempre cuore e mente di “Oltre le vette”. «Anche quest’anno vogliamo contribuire a fare di Belluno un luogo di incontri, di cultura in senso lato. E di riflessione».
Il programma di “Oltre le vette” è ricco e variegato. Come uno zaino – in montagna si usa così – zeppo di perle rare. A cominciare dalla mostra fotografica inaugurata ieri ai giardini di Piazza dei Martiri. “Donne di terre estreme” il titolo, autrice Caterina Borgato, che racconta tramite i suoi scatti comunità femminili in zone periferiche del mondo. O dalla mostra “Per grazia ricevuta” già visitabile a Palazzo Fulcis, che propone tavolette ex voto di stile buzzatiano (i famosi “Miracoli di Valmorel”). In mezzo un sacco di altre proposte: una passeggiata in Nevegal (oggi, 9 ottobre), presentazione di libri, percorsi didattici, storie di montagna e storie di uomini, racconti della città e temi ambientali. E molto altro. Il programma completo qui http://www.oltrelevette.it/files/2021/09/OLV21_programma_libretto_def_perweb.pdf





