Scuola e spazi per i giovani. I candidati rispondono ai Cittadini per le Gabelli

Scuola e spazi per i giovani. I candidati rispondono ai Cittadini per le Gabelli

La domanda è arrivata qualche giorno fa, sotto forma di lettera («Cosa stiamo dando ai giovani?». L’associazione Gabelli chiede ai candidati un patto educativo territoriale). Le risposte non si sono fatte attendere. Il tema della formazione dei giovani e la proposta del patto educativo territoriale sembra aver trovato terreno fertile nei programmi dei candidati sindaci.

VIGNATO

Il primo a rispondere all’appello è stato Giuseppe Vignato. «La valorizzazione dell’offerta educativa scolastica non è solo un punto del nostro programma. È una delle basi fondanti da cui partire perché i bambini, più in generale gli studenti, sono i cittadini d’oggi ed è necessario prestare loro tutta la nostra attenzione, proponendo un sistema d’istruzione eccellente e performante. Apprezzo tantissimo la lettera dell’associazione Cittadini per il recupero della scuola Gabelli perché vi ritroviamo temi che stanno a cuore del nostro gruppo» ha scritto in una nota il candidato. «Nel progetto di Rigenerazione urbana è incluso uno spazio dedicato proprio all’associazione Cittadini per il recupero della Gabelli, all’importanza del loro ruolo nel processo di costruzione della comunità educante. Con riferimento puntale alla scuola Gabelli, possiamo affermare la volontà di ultimare il progetto del polo Primi Passi: l’avvio della scuola dell’infanzia e della scuola primaria va completato, infatti, con il comparto 24/36 mesi ed è nostra intenzione portarlo avanti. La Gabelli rappresenta un polo educativo d’eccellenza per infanzia e primaria che va oltre il solo insegnamento; un polo che si presta anche a progetti per la comunità educante, ad accogliere centri estivi, spazi anche extra scolastici dedicati all’infanzia, ad allargarsi ad attività culturali del centro storico, il tutto concertato col Comprensivo e le famiglie. Aveva ragione Pierina Boranga a intendere i luoghi come fondamentali per l’esperienza didattica e su questo concentreremo i nostri sforzi. Vorremmo proporre un miglioramento e integrazione del servizio 0/6 sul territorio, in sinergia con le istituzioni preposte e il terzo settore con attenzione al reperimento di fondi. Ancora, dare attenzione a tutte le realtà scolastiche comunali: posso citare il nuovo Polo scolastico di Cavarzano e la sua progettazione di concerto con il comprensivo “Tina Merlin” così come il nido comunale, verificando la fattibilità di creare un polo distaccato integrato nell’infanzia statale di Mur di Cadola. Nel complesso sarà prestata attenzione a tutta l’edilizia scolastica comprese le fondamentali scuole di frazione come Badilet o Giamosa. Più in generale vogliamo dedicarci alla promozione dell’educazione alla cittadinanza, sostenendo il ruolo fondante della scuola e della comunità educante, questo naturalmente in sinergia con l’Ufficio Scolastico Territoriale, le istituzioni scolastiche e le “Scuole in Rete” e in continuità con progetti già avviati. Ancora, presteremo attenzione, come da programma, al ruolo del coordinamento pedagogico comunale, al percorso di educazione alla cittadinanza attiva per le varie fasce d’età, alla prosecuzione e implementazione dei servizi dedicati, sempre prestando attenzione ai finanziamenti dedicati e sopportando le scelte degli istituti comprensivi».

DE PELLEGRIN

Anche Oscar De Pellegrin ha risposto ai Cittadini per le Gabelli. «L’esempio quotidiano, luoghi e spazi idonei e un percorso da svolgere insieme. Così vogliamo offrire nuove opportunità educative ai bambini e ai giovani. Così vogliamo “ripopolare il villaggio”, in cui far crescere gli adulti del domani» ha scritto in risposta alla lettera. «Una lettera che mi ha coinvolto nel profondo e che condivido in ogni suo aspetto. Lo dico da padre, prima ancora che da candidato. E la condivido anche in base alla preoccupazione legata da un lato alle conseguenze post pandemia, con casi di depressione ed episodi di autolesionismo, dall’altro a un degrado sociale che, anche a Belluno, va arginato al più presto. Partiamo dalle piccole cose, dall’esempio quotidiano che ogni singolo cittadino è chiamato a dare, pure all’interno di casa propria. E a maggior ragione se parliamo di adulti. Tengo molto al concetto di “responsabilità”. Chiunque deve essere responsabile dei propri gesti, delle azioni e dei comportamenti: iniziamo, allora, a vedere nei problemi un’opportunità, nelle differenze una ricchezza. Usiamo le parole giuste e secondo il loro significato. Pure tra le mura domestiche. Sembrano aspetti banali, ma fanno la differenza se intendiamo ricreare una vera comunità». 

Servono, però, anche degli spazi fisici: «Sfruttando e recuperando il patrimonio già esistente, dobbiamo creare dei luoghi di aggregazione, in cui le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, possano guardarsi negli occhi, confrontarsi, scambiarsi idee ed esperienze. Luoghi d’incontro, quindi, in cui è possibile vivere e far vivere la città, con l’entusiasmo, la genuinità e la spontaneità delle nuove generazioni» sostiene De Pellegrin. 

E poi c’è la scuola, un tema che sta particolarmente a cuore all’Associazione per il recupero della Gabelli: «Il nostro approccio non cambia – prosegue De Pellegrin – nel senso che non abbiamo la pretesa di calare soluzioni dall’alto, ma vogliamo creare un percorso condiviso, con insegnanti, genitori, professionisti. E con gli stessi giovani. Come emerge a chiare lettere dal nostro programma culturale, la scuola ha la funzione di educare, di insegnare a pensare in modo critico. Ma per arrivare a un simile traguardo è necessario migliorare gli edifici, dove gli studenti e le studentesse trascorrono buona parte del loro tempo. E ampliare l’offerta formativa, seguendo l’inclusione sportiva, artistica e volontaristica. Fin da bambini. Fin dalla scuola primaria. Vogliamo realizzare uno spazio chiuso, da dedicare al gioco per ritrovarsi anche nei periodi più freddi dell’anno». 

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