Il sindaco respinge le dimissioni dell’assessore Marco Dal Pont e conferma la fiducia nel suo operato amministrativo, nonostante la vicenda che ha coinvolto un familiare e la recente aggressione che ha scosso la comunità. Una decisione che arriva dopo un confronto diretto con l’assessore e una riflessione condivisa con i gruppi di maggioranza. Il primo cittadino non nasconde la gravità dell’episodio: «Ferma condanna e piena solidarietà alla persona aggredita», sottolinea, definendo quanto accaduto un fatto che «Ha ferito la comunità e che non può trovare alcuna giustificazione».
Allo stesso tempo, però, il sindaco distingue nettamente il piano personale da quello istituzionale. Pur comprendendo le motivazioni che avevano portato Dal Pont a rassegnare le dimissioni, la scelta è stata quella di respingerle: «Le colpe dei figli non devono ricadere sui padri». Una posizione che poggia su una valutazione precisa del ruolo amministrativo dell’assessore, ritenuto estraneo ai fatti contestati. «Non siamo di fronte a questioni che riguardano il suo operato pubblico o il suo comportamento amministrativo», viene ribadito, ricordando il lavoro svolto in questi anni su dossier rilevanti per la città e in ambiti strategici come quello degli Ambiti Territoriali Sociali. Da qui la decisione di garantire continuità all’azione amministrativa in una fase considerata delicata per Belluno, tra progetti avviati e percorsi ancora da completare. «La città ha bisogno di competenza, conoscenza dei temi e continuità», conclude il sindaco, auspicando un rapido ritorno dell’assessore alla piena operatività.
Una scelta che, viene precisato, «Non attenua in alcun modo la gravità dei fatti», ma che si fonda sulla convinzione che le responsabilità restino personali e che il giudizio su un amministratore debba basarsi esclusivamente sul suo operato istituzionale.





