Terremoto a Palazzo Rosso: Dal Pont lascia dopo il caso del pestaggio in centro

Terremoto a Palazzo Rosso: Dal Pont lascia dopo il caso del pestaggio in centro

L’assessore al Sociale del Comune di Belluno, Marco Dal Pont, si è dimesso. Una decisione arrivata nelle ultime ore, a pochi giorni dall’emersione dell’inchiesta sul pestaggio avvenuto in pieno centro cittadino lo scorso marzo, nel quale è coinvolto anche il figlio diciannovenne dell’amministratore. Nella nota ufficialediffusa nel pomeriggio di oggi (8 giugno) Dal Pont parla di una scelta maturata «Alla luce di quanto accaduto e del coinvolgimento della mia famiglia», con l’obiettivo di evitare strumentalizzazioni e non creare difficoltà all’attività amministrativa. L’ex assessore rivendica comunque il proprio operato in questi quattro anni, sottolineando di aver sempre agito «Con impegno, serietà e spirito di servizio».

La vicenda che ha fatto da sfondo alle dimissioni risale alla notte del 22 marzo, quando in pieno centro a Belluno un cittadino egiziano di 46 anni fu aggredito da un gruppo di sei giovani, quattro maggiorenni e due minorenni. Secondo quanto ricostruito dalla Squadra Mobile, l’uomo sarebbe stato prima avvicinato e poi inseguito, fino al pestaggio vero e proprio: colpito con calci e pugni anche quando era a terra. L’intervento di un passante interruppe l’aggressione, permettendo ai soccorsi di intervenire. La vittima venne trasportata in ospedale con contusioni e una prognosi di alcuni giorni, ferite non gravi ma che avrebbero potuto avere conseguenze ben più pesanti. Un’aggressione ripresa con lo smartphone, con i video girati dagli stessi aggressori diffusi poi nei social e nelle chat: un elemento risultato poi determinante per le stesse indagini, permettendo agli inquirenti di risalire ai presunti responsabili.

Tra i sei giovani denunciati figura anche il figlio di Dal Pont, dettaglio che ha subito dato alla vicenda una forte rilevanza pubblica e politica in città. L’identificazione del gruppo è arrivata solo nelle scorse settimane, facendo emergere il caso a distanza di circa tre mesi dai fatti e aprendo un acceso dibattito nel capoluogo, tra richieste di dimissioni e prese di posizione nel mondo politico. Dal Pont ha cercato inizialmente di resistere alla tempesta mediatica e politica, sperando probabilmente nel completo appoggio del sindaco Oscar De Pellegrin. Alla fine, però, si è arreso, al termine di una decina di giorni sicuramente non semplici, a livello professionale e umano. Da qui la scelta, logica, di fare un passo indietro.

Resta aperta invece l’indagine della magistratura, con le accuse di lesioni aggravate e la valutazione di misure come il Daspo urbano per i giovani coinvolti.

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