Crescono le chiamate al 118, restano in linea con lo scorso anno missioni di soccorso e accessi ai pronto soccorso, si accende l’attenzione sugli incidenti in bici: dopo Ferragosto, tempo di bilanci per la macchina dei soccorsi in provincia.
I dati
Dal 14 al 17 agosto, sono state 999 le chiamate complessive al 118 (+ 14,5% rispetto alle stesse giornate dello scorso anno) mentre le missioni di soccorso 314, in linea con i numeri del 2024; Falco 1 si è alzato in volo per 8 volte, 12 invece gli interventi di Falco 2. In questi quattro giorni, sono stati 1415 gli accessi ai pronto soccorso di Belluno, Feltre, Agordo e Pieve di Cadore; una media di 353 accessi al giorno, nel 2024 la media agostana era stata di 343.
Oltre un accesso su due si è tradotto in “codice bianco” (53%), 26% per il codice verde, fortunatamente solo l’1% è entrato negli ospedali bellunesi in codice rosso. Nonostante i giorni di festa abbiano visto un boom di arrivi tra le Dolomiti Bellunesi, quasi sei pazienti su 10 (58%) erano residenti in provincia, il 23% arrivava dal Veneto e il 16% dalle altre regioni d’Italia; estero il restante 3%.
«Un Ferragosto né troppo difficile né troppo tranquillo – il commento del commissario dell’Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben – che come sempre ha visto una risposta pronta ed efficiente da parte dei nostri professionisti».
Il “nodo-bici”
Tra i numeri degli interventi ferragostani – risicati visto il ristretto periodo preso in considerazione – emerge quello legato agli incidenti in bicicletta: sei nei giorni del ponte, alcuni anche con conseguenze gravi. Dall’Ulss 1 arrivano quindi i suggerimenti per affrontare una gita sulle due ruote in sicurezza: caschetto in testa, rispetto del codice della strada e consapevolezza dei propri limiti. Un occhio particolare infatti va all’utilizzo di bici a pedalata assistita o e-bike che, se da un lato hanno allargato la base degli sportivi, dall’altro permettono anche ai non esperti di avventurarsi su salite e strade sterrate, con gli inevitabili pericoli legati a scenari e ad ambienti non usuali per i ciclisti occasionali.





