Due terzi della pioggia di un anno, concentrati in 31 giorni. Basta questo dato per inquadrare il maggio 2024, classificato dai meteorologi come un record: è il più piovoso dal 1994 in avanti. E per confermare Belluno come la provincia “grondaia” d’Italia.
Fatto sta che le precipitazioni del mese appena andato in archivio possono mettere al riparo dall’allarme siccità, almeno per qualche tempo. Anche perché giugno è partito con la pioggia. E a parte la parentesi calda ed estiva del weekend, la settimana prossima rischia di proseguire bagnata.
I DATI
«Nel mese di maggio 2024 si stima siano caduti mediamente in Veneto 274 millimetri di precipitazione; la media del periodo 1994-2023 è di 117 millimetri. Gli apporti meteorici mensili sul territorio regionale sono molto superiori alla media (+134%)» rileva il rapporto sulla risorsa idrica di Arpav. Che identifica il maggio 2024 come «il più piovoso dal 1994, seguito dal 2019 (237 mm) e dal 2013 (235 mm)».
Andando per zone, risulta che le massime precipitazioni del periodo sono state registrate dalla stazione di Valpore Monte Grappa (Seren del Grappa) con ben 768 millimetri. Significa una media di quasi 25 millimetri al giorno. Un record nel record, se si pensa che mediamente in un anno in provincia di Belluno cadono 1.100 millimetri di pioggia.
A Valpore poi le piogge dell’1-3 maggio hanno sommato ben 150 millimetri, mentre quelle del 20-25 oltre 310 millimetri in meno di una settimana. Da ottobre 2023 a maggio 2024, la stazione Arpav di Valpore ha segnato 2.925 millimetri d’acqua.
LE PREVISIONI METEO
La pioggia però si prende una pausa. Da ieri (6 giugno) un promontorio atlantico si espande temporaneamente verso l’Europa occidentale, assieme a un’avvezione di aria più calda rispetto ai giorni precedenti (lo zero termico si inerpicherà fino a 4.000 metri). Tradotto: sarà estate, con temperature che tra oggi (venerdì 7 giugno) e domani raggiungeranno i 30 gradi in Valbelluna. «Però la forte convezione generata da questo rialzo termico improvviso e l’umidità ancora alta potrebbero favorire l’innesco di qualche temporale di calore da metà pomeriggio in poi» fanno sapere i meteorologi Arpav. «Da domenica arriva una nuova saccatura atlantica, la quale richiamerà correnti di aria via via più umida sulle Alpi, dove il tempo tornerà a essere instabile» significa che tra lunedì e martedì torneranno pioggia e temporali.





