Le elezioni europee riaccendono i riflettori sulle infrastrutture. E qual è l’unica infrastruttura che avvicina Belluno all’Europa? Chi ha pensato l’autostrada ha fatto centro. E difatti torna l’appello a realizzare lo sbocco a Nord.
«La montagna, con le sue opportunità e fragilità, va messa al centro dell’agenda politica. Ai candidati consiglieri comunali, sindaci, europarlamentari chiediamo un impegno trasversale a favore delle terre alte, ciascuno nel proprio livello istituzionale. La montagna è a un bivio: l’assenza di decisioni e l’indifferenza ci condannano a morte» dice Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti, che si rivolge ai candidati alle Comunali e alle Europee 2024 a pochi giorni dal voto.
«È il tempo delle scelte e di una nuova vera programmazione: dalla necessità di infrastrutture più efficienti a una rinnovata politica dei servizi a favore delle famiglie. Servono coraggio e lungimiranza, dai piccoli Comuni a Bruxelles: solo così riusciremo a ridurre e invertire il decremento demografico in atto – con la perdita di mille abitanti all’anno – e attrarre nuove risorse. A livello interno va accelerato l’iter della nuova legge sulla montagna, mentre sul fronte europeo va messa a terra una nuova Strategia per le zone montane, quella esistente è stata troppo timida e non aveva le risorse sufficienti per tradursi in realtà. Residenzialità e supporto alle famiglie sono parole d’ordine».
In questa logica, rientra anche il nodo delle infrastrutture e di un nuovo corridoio tecnologico tra Bellunese-Alto Veneto ed Europa centrale.
«L’Europa che verrà dovrà occuparsi seriamente del progetto dello sbocco a Nord. Il tema non è più rinviabile considerate le tante criticità che stanno interessando i valichi alpini, dal Monte Bianco al Tarvisio passando per il Brennero» dice Berton. «La richiesta di uno sbocco a Nord – condivisa peraltro da tutte le associazioni di categoria e i sindacati di questo territorio – andrebbe a beneficio dell’intero sistema Nordest e di buona parte della Macroregione Alpina. Pensiamo solo alla connessione che si verrebbe a creare con la Superstrada Pedemontana Veneta ora completata, che si innesta proprio in A27. Senza contare, le interconnessioni che si potranno attivare con il sistema degli aeroporti – Treviso e Venezia su tutti – e con l’Alta Velocità che sta prendendo corpo sempre sull’asse Est-Ovest».
La stessa Berton riporta una recente ricerca di Cgia su dati Aiscat, che ha evidenziato come il numero di camion che transita ogni giorno lungo il tratto della A4 Milano-Venezia sia doppio rispetto a quello relativo alla Torino-Milano.
«Il triangolo industriale del Paese si è quindi spostato sul nostro versante: è questo oggi l’asse portante dell’Italia. Lo sbocco a Nord è quanto mai strategico per la manifattura italiana ed europea», rimarca Berton. «Il made in Italy passa da qui».
Ai temi locali si aggiungono ovviamente quelli generali, come il supporto alle imprese nelle transizioni green e digitale: «Rivoluzioni ineludibili e necessarie i cui costi economici e sociali non devono però ricadere su famiglie e imprese», afferma Berton, che ritorna sulla necessità di attivare nuovi strumenti finanziari a livello europeo. «Abbiamo davanti una stagione complessa, aggravata da tante tensioni geopolitiche: è per questo che dobbiamo compiere scelte coraggiose, partendo dai territori e da uno sviluppo davvero sostenibile dell’intera Europa, senza lasciare indietro nessuno. Per fare questo, ogni livello istituzionale deve fare la sua parte, dal piccolo Comune alla grande Europa».





