Nuova tappa della rubrica dedicata al cinema: “I consigli di Marty”. Con lo sguardo curioso, attento e appassionato di Martina Santafede, giovane bellunese legata all’associazione “Gruppo Famiglie Dravet APS”, ogni appuntamento offrirà spunti, suggerimenti e chiavi di lettura per orientarsi tra film e serie. Un invito a lasciarsi sorprendere dal grande schermo, con titoli da scoprire e pellicole da riscoprire.
Il Signore degli Anelli: una storia nasce dal fuoco e finirà nelle ceneri, ma mai perirà poiché per sempre risplenderà.
Settembre, quel mese dell’anno in cui l’estate sta per terminare, ma, nonostante ciò, riusciamo ancora ad avvertire i suoi ultimi raggi scaldarci la pelle mentre l’autunno è pronto ad aprire le sue porte e vestire le sue foglie di caldi colori. Le stagioni mutano, il tempo scorre. Il mondo ha cambiato faccia, ed il male, col volto nascosto nell’ombra, continua a tramare nella stessa forma di sempre. A Mordor dove il buio è perenne, dall’alto di una torre nera un grande occhio di fuoco incombe sulla Terra di Mezzo. Lontano e fuori dal mondo, in un luogo cosparso e avvolto nel verde, la vita dei suoi piccoli abitanti, continua a trascorrere indisturbata. Nelle piccole mani del giovane Frodo Baggins, il più grande fardello, nonché, il destino della Terra di Mezzo.
Perché lo consiglio – Il Signore degli Anelli per me significa casa, un mondo a cui mi sento di appartenere, un luogo fatto di certezze, proprio come la verde Contea, consapevole che, come i suoi protagonisti alla fine di questa storia, non sarò più quella di prima, perché la storia che entra dritta al cuore e resta lì, proprio come le grandi storie sanno fare. Forse si potrebbe pensare che l’opera in questione sia da relegare a un meraviglioso mondo di fantasia creato da un uomo geniale, eppure una storia che arriva a parlare su cosa sia la vita, sull’umanità, che parla dell’uomo come una razza avida a cui ha sempre aspirato più di tutte al potere, non può che essere tratta dalla realtà, perché in fondo una Terra di Mezzo è esistita veramente. È il 1916, piena Prima guerra mondiale e lì in buco scavato nella terra il soldato J.R.R. Tolkien circondato da corpi morti e odori putridi si trova attorniato dalla desolazione, in attesa, con l’incertezza di rivedere mai casa sua e la consapevolezza che i suoi amici più cari sono morti in battaglia. Amici, fratelli con cui un tempo tra le strade di Birmingham e il College di Oxford fondò il TCBS con il sogno condiviso di cambiare il mondo tramite l’arte, la poesia e la musica; poi alla fine fu il mondo a cambiare loro. Perché alla fine “casa” non è un luogo, ma sono le persone; quelle che nonostante lontani da casa scelgono di stare al nostro fianco, perché casa alla fine non è un edificio o un paesaggio ma la persona con cui scegli di condividere il tuo viaggio, la tua vita.
…con la casa alle spalle e il mondo davanti due amici si guardarono negli occhi certi che nonostante tutto ci sarebbero stati l’uno per l’altro. Sempre.
Dedico questa recensione alla Compagnia dell’Anello a chi sceglie di andare avanti e combattere per il buono di questo mondo, perché alla fine “anche la persona più piccola può cambiare il corso del futuro”. Dedicato all’amicizia, una presenza sia nei giorni di luce che in quelli di buio… Alle storie che lasciano il segno. Il Signore degli Anelli, un film e un’opera che difenderò sempre a spada tratta e non smetterò mai di consigliare.
Buon viaggio nella Terra di Mezzo!
Martina Santafede





