Barch Art Festival 2026, a Fonzaso sei giorni per raccontare la montagna che cambia

Barch Art Festival 2026, a Fonzaso sei giorni per raccontare la montagna che cambia

Sei giorni per interrogarsi su come sta cambiando la montagna, sui paesaggi che si trasformano e sulle comunità che continuano ad abitarli. È questo il filo conduttore della seconda edizione del Barch Art Festival, in programma a Fonzaso dal 7 al 12 settembre, quest’anno dedicata al tema “Paesaggi autentici”. Il festival nasce dall’esperienza di Barch Art, il progetto realizzato insieme ad Arte Sella che dal 2023 ha trasformato 14 tradizionali barch della piana di Fonzaso attraverso gli interventi poetici e visivi dell’artista ivan, Ivan Tresoldi. Un patrimonio rurale diventato così anche spazio di espressione artistica e punto di partenza per una riflessione più ampia sul paesaggio.

Con la seconda edizione, il festival allarga infatti lo sguardo alle comunità e alle trasformazioni che stanno interessando i territori montani. Il paesaggio diventa il punto d’incontro tra comunità, architettura, turismo, arte e nuove relazioni tra montagna e città, attraverso un programma che coinvolgerà Fonzaso e altri luoghi del territorio. «Con questa seconda edizione del festival entriamo in una fase più matura e mirata», spiega Walter Moretto, responsabile di Dolomiti Hub. «Non proponiamo un palinsesto generico, ma abbiamo costruito opportunità specifiche per target definiti, calibrando ogni tassello per rispondere a esigenze diverse».

Tra gli appuntamenti già anticipati dagli organizzatori ci sono due incontri dedicati in particolare alle trasformazioni sociali e territoriali. Lo scrittore Paolo Malaguti dialogherà con il sociologo Diego Cason sul futuro delle comunità rurali e sulla possibilità di costruire nuove prospettive partendo dalle risorse e dalle caratteristiche dei territori. Il geografo dell’Università di Padova Mauro Varotto e Andrea Zanzini, fondatore di Appenninol’Hub, affronteranno invece il tema della metromontagna, interrogandosi sui rapporti sempre più stretti tra città, territori intermedi e aree montane. Non mancherà la dimensione artistica, che resta uno degli elementi centrali del festival. Tra gli ospiti internazionali dell’edizione 2026 ci sarà ARTiculate Collective, collettivo britannico guidato da Reg Payne e Jill Hudson. Per tre giorni il gruppo lavorerà nell’ex scuola di Arten, attraverso un progetto che unirà arte ambientale e teatro sociale, coinvolgendo anche il rapporto con il luogo e con la comunità. Il risultato del laboratorio entrerà poi nel programma conclusivo del festival con la Barch Art Parade.

Attorno a questi appuntamenti si svilupperà un calendario che metterà in dialogo architettura rurale, turismo responsabile, letteratura, arte, cammini e musica, coinvolgendo Dolomiti Hub, la piana di Fonzaso e altri luoghi del territorio. «Abbiamo unito soggetti che parlano linguaggi apparentemente distanti: i gestori dei parchi e delle aree protette, le organizzazioni del mondo artigiano e agricolo, le associazioni culturali locali e gli operatori della filiera del turismo sostenibile e dell’accoglienza», aggiunge Moretto. L’idea, spiega il responsabile di Dolomiti Hub, è creare attraverso queste collaborazioni un’offerta culturale capace di superare i confini dei singoli ambiti e contribuire a una riflessione condivisa sul futuro della montagna. Sei giorni e linguaggi diversi, dunque, per affrontare una domanda comune: come conservare un paesaggio continuando ad abitarlo e trasformarlo, senza perdere le relazioni, le conoscenze e i segni che lo rendono riconoscibile?

Il programma completo del Barch Art Festival 2026 è disponibile sul sito ufficiale: www.barchart.it.

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