Agosto 2026 entra di diritto tra i mesi più caldi mai registrati nel Bellunese e contribuisce a consegnare agli archivi un’estate meteorologica da record. Secondo il report mensile di Arpav in diverse aree della provincia le temperature estive hanno raggiunto e in alcuni casi superato quelle dell’estate 2003, considerata finora il riferimento storico per le ondate di caldo eccezionali. Il focus dedicato all’area dolomitica evidenzia come agosto sia stato caratterizzato da temperature mediamente superiori di circa 3 gradi rispetto alle medie climatiche e da precipitazioni complessivamente nella norma, ma distribuite in modo molto irregolare sul territorio.
A colpire maggiormente è il confronto con il passato. A Feltre, Sant’Antonio Tortal e Sospirolo l’estate 2026 è risultata addirittura un grado più calda rispetto al 2003. Un dato che conferma la portata eccezionale della stagione appena conclusa e che potrebbe proiettare il 2026 verso il primato di anno più caldo mai registrato nel Bellunese, qualora anche i prossimi mesi dovessero mantenersi sopra la media. La prima metà di agosto è stata segnata da una lunga e intensa ondata di calore. Tra il 1° e il 16 agosto si sono registrate temperature particolarmente elevate in tutta la provincia, con picchi di 38,2 gradi a Santa Giustina, 36,9 a Longarone, 35,4 a Perarolo e 35 gradi a Domegge di Cadore. Anche alle quote più elevate il caldo si è fatto sentire, con 33,7 gradi a Santo Stefano di Cadore e 31,1 a Falcade. Particolarmente pesante anche il disagio provocato dall’afa. Il 5 agosto l’indice Humidex, che combina temperatura e umidità percepita, ha raggiunto i 46,4 gradi a Feltre e Santa Giustina e i 44 gradi a Belluno.
Non sono mancati gli episodi di maltempo. Già il primo agosto alcuni temporali hanno provocato dissesti idrogeologici sulle Dolomiti, con un episodio di alluvione lampo in un torrente tra Giralba e Reane, nel territorio di Auronzo. Il 5 agosto nuovi fenomeni intensi hanno causato allagamenti tra Ponte nelle Alpi e Soverzene e ulteriori criticità in area dolomitica. Il 20 agosto, invece, precipitazioni abbondanti hanno interessato gran parte della provincia: a Soffranco sono caduti 97 millimetri di pioggia, di cui 57 in una sola ora, mentre Col Indes ha registrato 85 millimetri. Da segnalare anche il violento episodio di vento del 28 agosto. Sulla Marmolada è stata misurata una raffica di 180 chilometri orari, mentre nell’Agordino il vento ha provocato alcuni danni nei centri abitati. Raffiche superiori ai 70 chilometri orari sono state registrate anche ad Agordo, Arabba e Falcade.
Sul fronte delle precipitazioni il quadro resta invece preoccupante. Pur con un agosto mediamente nella norma, il bilancio da inizio anno evidenzia deficit pluviometrici diffusi. Il caso più significativo è quello di Feltre, dove dall’inizio del 2026 è piovuto circa il 30 per cento in meno rispetto alle medie storiche. Fa eccezione Arabba, che registra invece un surplus del 15 per cento. Il report segnala inoltre che nelle province di Belluno e Treviso si osservano localmente condizioni di siccità severa su scala stagionale, nonostante le piogge cadute nella seconda parte del mese.
Sul fronte ambientale, continua infine la sofferenza delle alte quote. La fusione dei ghiacciai è proseguita per tutto agosto e al sito del Piz Boè, a 2.900 metri, è stato registrato il completo degrado del permafrost superficiale monitorato. Sulla Marmolada il ghiaccio appare sempre più scuro e ricoperto da detriti.





