Canoni idrici, Bortoluzzi attacca: «40 milioni fermi in Regione. La Provincia si svegli»

Canoni idrici, Bortoluzzi attacca: «40 milioni fermi in Regione. La Provincia si svegli»

Quaranta milioni di euro. È la cifra che, secondo Massimo Bortoluzzi, spetta di diritto al Bellunese e che la Regione Veneto non ha ancora trasferito alla Provincia. Soldi già incassati, già normati, già destinati. Eppure fermi. «Una situazione inaccettabile», afferma l’ex consigliere provinciale delegato al Demanio Idrico, che punta il dito contro quella che definisce «la passività dell’attuale amministrazione provinciale».

La vicenda ruota attorno alla Delibera di Giunta regionale 1501 del dicembre 2024, che riconosce alla Provincia il 100% dell’energia gratuita idroelettrica prodotta sul territorio, convertita in risorse economiche. Risorse che oggi ammontano a circa 40 milioni, versate dai grandi concessionari – Enel in primis – dopo gli arretrati e le battaglie legali condotte insieme alla Regione nel 2025. «Sono fondi diversi e aggiuntivi rispetto ai canoni idrici già percepiti. E ci spettano per legge», ribadisce Bortoluzzi.

Il quadro di riparto, sottolinea l’ex consigliere, è già definito: sostegno ai servizi socio‑sanitari, fondi alle Unioni montane, interventi mirati per Protezione Civile, famiglie vulnerabili, scuole superiori e studenti del trasporto pubblico. «Eppure – denuncia – in territorio bellunese non è arrivato un solo euro. Com’è possibile che la Provincia non eserciti alcuna pressione forte e decisa sulla Regione?»

Per Bortoluzzi il problema è politico, prima ancora che amministrativo. «È inutile parlare di autonomia e specificità se poi, davanti a risorse già stanziate, manca il coraggio di pretenderle. La gestione del territorio si fa con la fermezza, non con il silenzio». Una critica che affonda le radici nel lavoro svolto negli anni precedenti: «Insieme all’assessore regionale Gianpaolo Bottacin abbiamo combattuto per affermare un principio semplice: la ricchezza generata dall’acqua bellunese deve tornare ai bellunesi. Quelle delibere sono il frutto di un lavoro duro, sostenuto anche dalla Provincia. Oggi invece assistiamo a uno stallo ingiustificato». Lo scenario, avverte, rischia di avere conseguenze concrete: case di riposo senza risorse aggiuntive, famiglie fragili senza aiuti, studenti senza agevolazioni, Protezione Civile senza investimenti programmati. «Tutto questo mentre i fondi sono già disponibili nelle casse regionali».

Bortoluzzi non nega che il rinnovo delle grandi concessioni idroelettriche sia un tema strategico, ma invita a non usarlo come alibi. «Il rinnovo va affrontato, certo. Ma nel frattempo dobbiamo portare a casa ciò che è già nostro». Il messaggio finale è un appello diretto alla Provincia: «Serve uno scatto d’orgoglio. Basta timidezze istituzionali. La Regione deve trasferire subito i 40 milioni spettanti al Bellunese. Il territorio e le sue fasce più deboli non possono più attendere».

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