A qualche mese dall’elezione di Marco Staunovo Polacco alla presidenza della Provincia di Belluno, torna d’attualità il tema della guida del Consorzio Bim Piave. A riportare la questione al centro del dibattito pubblico è il sindaco di Lozzo di Cadore, Alessio Zanella, che ha deciso di rendere pubblica la lettera inviata il 18 agosto ai sindaci della provincia, al Consorzio e – per conoscenza – alla stessa Provincia.
Una lettera che chiede di aprire un confronto sulla futura presidenza del BIM e sulla necessità di arrivare a una guida pienamente legittimata dall’Assemblea dei Comuni. Zanella spiega di aver atteso due settimane prima di rendere pubblica la sua iniziativa, «per rispetto degli amministratori e degli organi interessati». In questo periodo, l’unico riscontro è arrivato dal sindaco di Borca di Cadore, Luca Olivotto, che ha espresso pieno sostegno e ha condiviso un punto che per Zanella è decisivo: «È il momento di partire adesso, non fra tre anni».
Il resto del territorio, finora, non ha risposto. «Non lo sottolineo con intento polemico», scrive Zanella. «Ma dopo aver cercato il confronto nelle sedi istituzionali e aver atteso due settimane, ritengo corretto rendere pubblica una questione che riguarda il futuro dell’intero territorio bellunese».
Nella lettera il sindaco chiarisce che l’iniziativa non nasce contro qualcuno né a favore di qualcuno. «Chi oggi, nella veste di vicepresidente facente funzioni, garantisce la continuità del BIM sta svolgendo un compito istituzionale che rispetto pienamente. Nulla impedisce che sia proprio l’attuale vicepresidente, qualora lo ritenga, a presentare la propria disponibilità alla presidenza». Il punto, insiste, è che «un ente che appartiene ai Comuni deve avere una guida scelta dai Comuni».
Da qui l’appello: chi ha competenze, disponibilità e un progetto per il futuro del BIM Piave si faccia avanti, presenti le proprie idee agli amministratori, e sia poi l’Assemblea a scegliere democraticamente la persona a cui affidare la presidenza. «Non è una questione di nomi o di poltrone. È soprattutto una questione di tempo».
Il tempo, infatti, è il nodo centrale della lettera. Zanella richiama la scadenza del 2029 per le grandi concessioni idroelettriche, definendola «una delle partite più importanti che il territorio bellunese dovrà affrontare». Una partita che riguarda acque, bacini, dighe, torrenti, canoni, tutela ambientale, sviluppo economico e la possibilità che una quota maggiore della ricchezza prodotta dalle montagne resti sul territorio. «La partita del 2029 non comincia nel 2029. È già cominciata», scrive. «Tra tre anni sarà troppo tardi per cominciare a domandarci quale posizione debba avere la montagna bellunese».
Per questo, sostiene Zanella, il BIM Piave deve affrontare questa fase con una guida dotata della piena fiducia e della piena legittimazione dell’Assemblea. «Una fase transitoria è comprensibile e necessaria per assicurare la continuità dell’ente. Ma una fase transitoria non può diventare, semplicemente con il trascorrere del tempo, una condizione ordinaria».
La conclusione è un invito diretto: «Se ci sono disponibilità, emergano. Se ci sono progetti diversi per il futuro del BIM, confrontiamoli. E poi siano i Comuni a decidere». Perché, avverte Zanella, «sulla gestione dell’acqua e sulle grandi concessioni idroelettriche Belluno ha davanti una partita troppo importante per permettersi divisioni, ritardi o immobilismo. Abbiamo bisogno di arrivarci preparati, uniti e con una voce forte».





