CISL Veneto: «Subito una legge regionale per salvare la rete delle RSA»

CISL Veneto: «Subito una legge regionale per salvare la rete delle RSA»

Le difficoltà che attraversano la rete delle RSA e i servizi dedicati agli anziani non autosufficienti, tornate alla ribalta anche nelle cronache di questi giorni, per la CISL Veneto non sono una sorpresa. Sono il segnale di un sistema che da tempo mostra crepe strutturali e che, senza un riordino complessivo, rischia di non reggere l’urto dell’invecchiamento della popolazione e dell’aumento dei bisogni assistenziali.

Il sindacato chiede una governance chiara, sostenibile, capace di superare interventi tampone e di garantire tutele stabili sia agli utenti sia alle strutture. «Il progressivo invecchiamento della popolazione richiede un impianto normativo solido» afferma il segretario generale Massimiliano Paglini. «Servono risorse certe per adeguare numero e valore delle impegnative, evitando che i costi di gestione continuino a ricadere sulle famiglie, e garantendo risposte flessibili nelle RSA e nei servizi di supporto alla rete familiare».

Accanto alla tutela degli utenti, la CISL mette al centro anche le condizioni dei lavoratori del comparto sociosanitario, pubblico e privato. La qualità dei servizi, sottolinea l’organizzazione, dipende direttamente dal valore riconosciuto al personale: contratti adeguati alle mansioni reali, percorsi formativi attrattivi, carichi di lavoro sostenibili, retribuzioni coerenti con la complessità crescente dell’assistenza agli anziani.

La futura disciplina regionale, secondo la CISL, deve poggiare su alcuni assi fondamentali: formalizzare rapidamente un quadro normativo dedicato agli anziani e alle RSA, accompagnato da coperture finanziarie certe; valorizzare il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali come snodo della programmazione e della presa in carico integrata; costruire un welfare di comunità che coinvolga Terzo Settore, volontariato e quartieri in un sistema di prossimità radicato sul territorio.

«Serve una rete integrata e flessibile» aggiunge Stefania Botton, segretaria regionale. «Un modello che colleghi RSA, centri diurni, strutture di sollievo e servizi territoriali. E serve valorizzare il lavoro con trattamenti economici e normativi coerenti con l’evoluzione dei profili professionali». Botton richiama anche la necessità di completare il riordino delle IPAB, per garantire una gestione efficiente e trasparente, e di istituire un tavolo permanente di monitoraggio dei fabbisogni di OSS e infermieri, in raccordo con ULSS, ATS e Centri Servizi.

La CISL Veneto si dice pronta a portare al tavolo regionale l’esperienza diretta delle strutture e delle famiglie. L’incontro del 27 agosto e quello già fissato per il 22 settembre con l’Assessorato ai Servizi Sociali vengono considerati l’avvio di un percorso continuativo: un lavoro di squadra per accompagnare la nascita della nuova legge regionale, con l’obiettivo di garantire sostenibilità, qualità e dignità al sistema di assistenza per la terza età.

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