Il funerale di Leonardo Del Vecchio verrà celebrato ad Agordo. La “sua” Agordo. E, in particolare, al PalaLuxottica: l’appuntamento è per giovedì, alle ore 10 del mattino, e a celebrare la messa sarà il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre, monsignor Renato Marangoni. La camera ardente, allestita sempre al PalaLuxottica, sarà aperta già da domani (mercoledì 29), mentre il Comune di Agordo ha proclamato il lutto cittadino per il giorno delle esequie.
Unanime il cordoglio per la scomparsa dell’imprenditore. A cominciare dal Commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni: «Del Vecchio è stato un grande italiano. La sua storia, dall’orfanotrofio alla guida di un impero economico, sembra una storia di altri tempi. Ma è un esempio per oggi e domani».
Secondo il presidente della Regione, Luca Zaia, «se il Veneto è oggi quella grande realtà produttiva ed economica che intendiamo mantenere e accrescere è grazie a figure come Del Vecchio, che hanno creduto nel nostro lavoro e nella nostra gente».
A detta il presidente della Provincia, Roberto Padrin, «la sua scomparsa lascia un vuoto enorme, ma affida alla politica e all’amministrazione del territorio il compito di continuare ad assicurare le condizioni perché il Bellunese rimanga una terra in cui lavorare e produrre a livello globale».
Dal canto suo, il ministro Federico D’Incà ha portato alla luce uno degli ultimi incontri con il fondatore di Luxottica: «Quando gli presentai il progetto sulla possibilità di rilevare lo stabilimento Ideal Standard di Trichiana. Un’idea che il Cavaliere sposò con interesse e che si è tramutata in realtà. È stato, forse, uno dei suoi ultimi lasciti ad una comunità che lo ama e lo amerà per sempre come un padre».
Per il sindaco di Belluno, Oscar De Pellegrin, «a essere più povero, non è solo il territorio bellunese, ma un intero Paese che ha guardato con ammirazione a un gigante in grado di far coincidere l’alta produttività sul mercato con il rispetto per il lavoro e i lavoratori. È questa l’eredità più importante che ci lascia. Un’eredità di cui fare tesoro». E infine, il primo cittadino del capoluogo lombardo, Giuseppe Sala: «Il valore fondante di Milano è il lavoro e Leonardo Del Vecchio vi ha speso tutta l’esistenza, fino all’ultimo suo istante».





