Nuovo Belvedere, Feltre avrà la sua quarta porta di accesso

Dopo Porta Imperiale, Port’Oria e Porta Pusterla, Feltre avrà il quarto accesso alla Cittadella.

E’ stato approvato dalla giunta comunale il progetto di sistemazione della zona del Belvedere. Per capirsi, l’attuale punto di arrivo degli ascensori che da Campo Giorgio salgono a Piazza Maggiore.

La definizione di “Quarta porta” è dell’architetto Giorgio Zaetta, che con il suo studio ha vinto il bando di progettazione. Sarà una porta moderna, abbellita da elementi in metallo e da un giardino verticale che si rifà ad esperienze simili viste a New York. «E’ stato emozionante realizzare il progetto – commenta Zaetta – non semplice. Ma ci abbiamo messo passione e il risultato ci sembra ottimo».

Il nuovo belvedere non sarà solamente un elegante nuovo punto di approccio alla città. Legherà assieme elementi diversi e rappresenterà anche l’accesso privilegiato (e fruibile dai diversamente abili) al Teatro de la Sena, i cui lavori di adeguamento si concluderanno in inverno (con collaudo in primavera), quasi in concomitanza – nelle intenzioni della giunta feltrina – con quelli per il Belvedere. Il progetto, del valore di 512 mila euro (finanziati con i fondi Odi 2010 – 2011) non si limiterà solamente alla riqualificazione della zona del Belvedere (verrà abbattuto anche il muro a lato dell’ascensore che attualmente oscura la vista su via Beccherie), ma verrà consolidata e restaurata anche la facciata di Palazzo Pretorio

«Inizialmente pensavamo ad una piazza più classica – ammette il vicesindaco di Feltre, Alessandro Del Bianco – ma dopo che le indagini archeologiche hanno evidenziato che i reperti trovati non dovevano per forza essere lasciati lì (verranno esposti nel nuovo museo archeologico, ndr) abbiamo cambiato obiettivo. E il risultato, questo dialogo tra antico e nuovo, è affascinante».

 

In cammino fra natura e cultura: parte il progetto “Trekking Feltre-Valbelluna”

 

Nuove tabelle escursionistiche per guidare camminatori e ciclisti lungo i percorsi naturalistici e culturali di Feltre.

Stasera (ore 20.30), al Campus Tina Merlin di Borgo Ruga, si terrà un incontro per presentare proprio questi itinerari, mappati e tabellati all’interno del progetto “Trekking Feltre - Valbelluna”.

Nello specifico, verranno illustrati i percorsi tematici relativi al territorio feltrino, confluiti nella Carta Tabacco, la cui pubblicazione è stata finanziata con le risorse del Fondo Comuni Confinanti. All’incontro, introdotto e coordinato dall’assessore comunale all’Ambiente, Valter Bonan, sarà presente pure il Consorzio Dolomiti Prealpi, oltre ad alcune guide: sotto la lente, in particolare, l’Anello delle Ville di Cart, il percorso dei Conventi Perduti e Grum-Arson-Vignui-Umin, denominato “Anello di Castel Lusa”, oltre all’Anello del Monte Miesna. 

Al termine della serata, fari puntati sul calendario delle escursioni da effettuare fra luglio e agosto: «Grazie a tale progetto intendiamo proporre a turisti, escursionisti, ma anche residenti, percorsi tematici del territorio poco conosciuti, densi di storie e memorie, valori ambientali e paesaggistici, in una sorta di geografia alternativa di chi si muove con lentezza, curiosità e consapevolezza - commenta l'assessore Bonan -. Questi itinerari possono rappresentare anche un'opportunità per valorizzare servizi di ospitalità diffusa, promuovere prodotti agroalimentari di qualità e per far conoscere testimonianze, interpretazioni ambientali e culturali delle comunità residenti». 

 

Cade nel torrente con l’auto: fa causa al Comune e viene risarcita

 

Era caduta con l’auto nel torrente Ligont. E ha fatto causa al Comune di Feltre. 

Ieri, la sentenza della Corte d’Appello di Venezia le ha dato ragione: l’automobilista, rimasta ferita nell’incidente del 2011, sarà risarcita. 

E il quadro viene così ribaltato, dopo la pronuncia civile di primo grado del tribunale di Belluno (nel 2016). Ora, invece, la Corte d’Appello ha accertato la responsabilità del Comune, reo di non aver messo in sicurezza il tratto, dotandolo di guardrail. E di non aver sparso il sale in maniera adeguata sulla strada. Quello stesso giorno, sempre a causa del ghiaccio, aveva perso la vita Walter Biesuz, 44enne di Soranzen. 

Per vedere riconosciute le sue ragioni, la donna si è affidata a Giesse Risarcimento Danni di Belluno: «Oltre all’enorme spavento, la nostra assistita se l’è cavata solo con lesioni lievi - sottolinea Claudio Dal Borgo, responsabile della sede Giesse di Belluno -. Nell’incidente, però, l’auto è stata distrutta: di conseguenza, le lesioni subite e i danni materiali andavano doverosamente risarciti». 

In base ai rilievi della polizia municipale e alle testimonianze, è emerso che la strada dove si è verificato l’incidente era ghiacciata, soprattutto ai margini. Tanto che uno dei primi soccorritori ha affermato di aver percepito sotto i piedi uno "scricchiolio". Eppure, sempre sulla base delle testimonianze acquisite, gli addetti non avevano proceduto alla “salatura” del tratto. 

In più, nonostante la pericolosità della zona di incrocio, mancavano le barriere protettive. A carico dell’automobilista, viene riconosciuto solo un minimo concorso di colpa, per non aver adottato maggior attenzione nell’affrontare una strada nota per la sua pericolosità. 

«Per noi le responsabilità erano evidenti fin dall’inizio. Ecco perché abbiamo deciso di sostenere fino alla fine le nostre tesi e di farlo in giudizio, attraverso i nostri legali fiduciari - conclude Dal Borgo -. Anche se ci è voluto tempo per arrivare a un verdetto che si sarebbe potuto raggiungere rapidamente e senza bisogno di ricorrere alle vie legali, siamo molto soddisfatti: giustizia è stata fatta». 

 

«Verso lo spegnimento del focolaio epidemico di Feltre»

 

«Il focolaio epidemico si avvia verso lo spegnimento». Ad affermarlo è il dottor Sandro Cinquetti, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss Dolomiti.

A questo proposito, i 18 tamponi processati nelle ore notturne hanno dato esito negativo, mentre stamattina il punto vendita in cui erano emersi i due contagiati è stato ispezionato dallo Spisal: elementi di criticità? Nessuno. Di conseguenza, l’Azienda Ulss autorizzerà la riapertura.

I casi di positività riamangono quindi sei.

«Ringrazio tutti gli operatori che hanno agito con tempestività - osserva il direttore generale Adriano Rasi Caldogno - e dedicato l’intero fine settimana ad approfondimenti, indagini e analisi. Tutto ciò ha consentito il contenimento epidemico. E determinato l’efficacia dell’azione dell’Ulss in questo evento».

 

Focolaio di Covid a Feltre: i casi positivi salgono a sei

 

Focolaio di Feltre: si aggiunge un altro caso di positività. 

La questione ormai è nota: due operatori di un negozio del territorio hanno contratto il Covid. E, per questo, il Dipartimento di prevenzione ha avviato le necessarie attività di “contact tracing”. 

I 25 tamponi eseguiti hanno portato a individuare tre positività, già comunicate ieri. E, a queste, si è sommato un nuovo caso che porta a sei i soggetti coinvolti dal piccolo focolaio epidemico. 

«Anche la sesta persona positiva al virus - spiegano dall’Ulss - è un contatto stretto extra-lavorativo dei primi due casi segnalati. Tutte le persone sono sottoposte a isolamento domiciliare fiduciario: quattro presentano sintomatologia lieve-moderata, mentre due sono asintomatiche. Tra i 21 tamponi negativi di ieri, invece, si segnala la totale negatività al test degli operatori del punto vendita».

Oggi, inoltre, sono stati eseguiti altri 18 tamponi: i referti saranno disponibili in nottata. 

 

Sale operatorie nuove di zecca: inaugurata la piastra chirurgica a Feltre

Sette sale operatorie nuove di zecca. Macchinari all’avanguardia e tecnologie innovative. Un intervento da 40 milioni di euro che entrerà in funzione a breve, a beneficio della sanità di montagna, ma non solo; perché il Santa Maria del Prato è centro di riferimento regionale per la chirurgia oncologica gastroenterologica. Nel ricordo del dottor Michele De Boni.

Lo ha citato più volte il governatore Zaia. Anzi, l’inaugurazione del nuovo blocco rianimazione e gruppo operatorio dell’ospedale feltrino è stata “benedetta” dal compianto medico; e proprio a De Boni è stata intitolata la nuova piastra chirurgica. «Un grandissimo uomo prima ancora che un grande medico - ha detto Zaia -. Mi ha parlato centinaia di volte del cantiere di questa nuova parte dell’ospedale, di quanto amasse Feltre e la sanità di montagna. L’intitolazione a lui era doverosa».

Il governatore del Veneto ha passato in rassegna le stanze e le strumentazioni della nuova ala realizzata al Santa Maria del Prato, costata 40 milioni di euro (cofinanziati da Regione, Stato, Fondo Comuni di confine e Cariverona). La parte di rianimazione comprende sei box di ricovero per terapia intensiva e altri due box per la gestione dei pazienti infettivi e immunodepressi, oltre a una piccola sala operatoria per la stabilizzazione del paziente critico. Il gruppo operatorio, contiguo, comprende sette sale operatorie per dodici posti letto, con monitoraggio centrale per facilitare la gestione dei pazienti. Non mancano magazzini del materiale sterile e un percorso dedicato alle urgenze.

«Oggi si completa un investimento strategico che parte da lontano» il commento del sindaco di Feltre, Paolo Perenzin. «Un investimento che dimostra come la Regione non voglia chiudere gli ospedali, anzi - ha concluso Zaia -. Consegniamo a Belluno gli stessi ospedali del 2010, senza chiusure, ma con dotazioni ancora più importanti».

 

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