«Se il governo detta rapidamente la data di apertura della stagione estiva, come ha già fatto da due mesi la Grecia – che ha decretato aperti tutti dal 15 maggio’; se si darà accelerazione brutale sul fronte delle vaccinazioni (le proiezioni oggi parlano solo di un 30% di vaccinati entro il mese di giugno); se tra questi vaccinati ci saranno anche gli operatori del turismo. Ancora: se verranno dettate regole compatibili con le operatività aziendali, la stagione potrebbe cominciare non prima di maggio. A quel punto, ammesso che la congiunzione ‘se’ possa finalmente essere depennata, il 100% delle strutture ricettive, con l’enorme voglia che c’è di riaprire, entrerà in campo salutando la stagione balneare».
Lo sottolinea all’Adnkronos il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli. «E’ però indispensabile sapere quando si ripartirà, e a quel punto’premere’ sull’acceleratore della comunicazione per dire ai clienti ‘siamo pronti, venite’. A oggi, però, dobbiamo registrare pochissime prenotazioni e un altrettanto scarso movimento di ricerca delle nostre località in internet. Ci aspettavamo un interesse maggiore, perché tutto il settore del turismo si sta attrezzando per aprire», spiega il presidente di Confturismo Veneto.
«La rassegnata lentezza con cui si sta affrontando il problema marca l’enorme distanza che c’è fra noi e i Paesi nostri competitor, come la Grecia, la Francia, il Portogallo e la Croazia, molto più attenti in termini di pianificazione e programmazione della prossima stagione estiva. Un’attività ricettiva non si apre alzando una serranda, ma si predispone con almeno 3 settimane di anticipo – avverte Michelli -. Come dicevo, le strutture ricettive sono pronte ad aprire domani mattina. Chiaramente, se questa voglia enorme di mettersi in gioco sarà coadiuvata da un via libera, al mare, al lago ed in montagna avremo la totalità degli hotel aperti, mentre nelle città d’arte la cosa sarà più difficile, mancando ancora le grandi linee di collegamento sul fronte dei trasporti. Nel frattempo, gli americani stanno già prenotando in massa in Grecia. Molto è legato alla ripresa del traffico aereo negli scali di Venezia e Verona».
E sottolinea: «Le nostre richieste tassative sono: premete sulle vaccinazioni e dateci una data certa di apertura. Facciamo in modo di non ripetere l’obbrobrio di questo inverno, con i continui tira-e-molla e ritira indietro dell’ultimo momento, com’è successo in particolare con la montagna. Io non mi arrendo alla logica disfattista imperante del Paese: quando sento che gli inglesi fanno 800mila vaccini al giorno, da imprenditore italiano accetterei la sfida prefiggendomi l’obiettivo di arrivare a un milione.Ricordo che ci sono una Turchia a braccia aperte, che sta vaccinando gli addetti del settore già da 20 giorni, e un Egitto che sta iniziando a vaccinarli per riaprire”, conclude Michielli.





