Lettera aperta della Società cooperativa Lassù al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia
Il Comelico è lassù, in cima al Veneto. Il Comelico si trova lassù sulle montagne, tra boschi e valli d’or, dove echeggia la voglia di rilanciare un territorio ricchissimo fatto di persone responsabili con una grande voglia di restare. E di non doversene andare.
Lassù, dove in effetti è vero, mancano i luoghi di aggregazione, mancano gli ospedali e le ambulanze, insomma manca un po’ tutto tranne la neve; ecco, lassù qualche anno fa è nata “Lassù”, un collettivo di professionisti con il chiodo fisso dello sviluppo nei luoghi alpini della salute, della sostenibilità, delle unicità che si è formato nel 2014 in Comelico e opera nell’ambito montano e transalpino.
Lassù è nata quando lassù nessuno ci pensava a immaginare il futuro, e quando lassù era ancora un’espressione geografica non meglio precisata. Lassù è fatta di gente che non si piange addosso, che non ci sta all’idea del destino cinico e baro, gente consapevole dell’enorme potenziale che le montagne hanno da dare. Un collettivo, Lassù, che oggi aggrega persone da tutta Italia, e che vuole fare del Comelico la capitale naturale delle aree interne italiane ed europee. Perché: dove, se non qui? E quando, se non ora?
La montagna, quella vera, è qui. La montagna che non è la soffitta della pianura laggiù, ma il suo polmone. La montagna dove si rigenera l’ecosistema, dove si vive meglio che in pianura, diciamocelo. E Venezia lo sa bene, dato che poggia ed è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i nostri boschi e si è sviluppata e galleggia sulle acque che sgorgano dalle nostre rocce. A Venezia lo sapete bene, presidente Zaia, quanto come Veneti non ci salviamo da soli.
E allora La aspettiamo in Comelico, per sostenere la nostra voglia di rilancio come terra dove si sta bene, dove si guarisce dai mali di oggi e ci si protegge da quelli di domani. Dove si ha la il coraggio e la responsabilità di guardare avanti.
Daniela Zambelli





