L’alpinismo bellunese piange la scomparsa di Alessandro Masucci: lo scorso mese di luglio era stato insignito del Pelmo d’Oro per una carriera in cui ha aperto ben 140 nuove linee di salita su Pelmo, Pelmetto, Civetta, Bosconero, San Sebastiano, Croda da Lago e altri gruppi dolomitici.
«In cordata perdere un valido alpinista significa dover ricalibrare le forze. Da oggi siamo tutti un po’ più soli». Ad affermarlo è il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, in una nota di cordoglio per l’ex veterinario dirigente dell’Ulss, componente del Club Alpino Accademico Italiano, del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna.
«Masucci proprio per questa sua attività alpinistica, ha ricevuto il Pelmo d’Oro quest’anno. Ha voluto partecipare alla cerimonia di consegna, a San Tomaso Agordino, nonostante fosse già provato dalla malattia. Ricordo ancora la commozione con cui ha ritirato il premio, mista a una umiltà che solo i grandi personaggi hanno. Nella cerimonia ho avuto modo di definire gli alpinisti come eroi silenziosi della montagna: Alessandro Masucci era proprio questo. Ai suoi familiari, ai tanti amici e compagni di scalate, un abbraccio sincero».





