Snodi in Quota: 976 persone accolte in nove mesi, il progetto si espande

Snodi in Quota: 976 persone accolte in nove mesi, il progetto si espande

Un servizio che cresce insieme ai territori, intercettando bisogni reali e offrendo risposte concrete. Gli Snodi in Quota, attivati a Belluno, Agordo e Pieve di Cadore, hanno accolto 976 persone nei primi nove mesi di attività. E ora si preparano ad aprire due nuove sedi: una a Livinallongo del Col di Lana e una a Santo Stefano di Cadore.

Finanziato dalla Fondazione Cariverona e promosso dal Comune di Belluno come capofila dell’Ambito Territoriale Sociale Veneto 01, il progetto è gestito da Metàlogos e punta a offrire ascolto, accoglienza e orientamento ai cittadini. Dal 13 dicembre 2024 al 19 settembre 2025 sono stati registrati 1052 accessi, con oltre il 90% dei bisogni risolti immediatamente. Le situazioni più complesse sono state affrontate con appuntamenti successivi, a dimostrazione di una presa in carico concreta e personalizzata.

Le richieste più frequenti hanno riguardato pratiche digitali, come l’attivazione dello SPID, la gestione della carta d’identità elettronica e il supporto nella navigazione dei portali Inps, Agenzia delle Entrate e fascicolo sanitario elettronico. Molti cittadini hanno chiesto assistenza per la stampa e la scansione di documenti, per l’accesso ai bonus e per l’uso quotidiano di smartphone e computer. Non sono mancate domande sulle agevolazioni, sui percorsi di lingua – soprattutto per migliorare l’italiano – e sull’orientamento al lavoro e alla formazione.

Oltre agli sportelli individuali, gli Snodi hanno organizzato open day e incontri tematici, coinvolgendo circa 200 persone. Occasioni preziose per far conoscere servizi come i centri estivi, i doposcuola o le opportunità del Servizio Civile Universale, ma anche per promuovere una cultura di rete e collaborazione tra enti.

L’analisi dell’utenza rivela una prevalenza di adulti tra i 35 e i 59 anni, ma si registra anche una buona partecipazione di giovani tra i 18 e i 34 anni – in crescita durante l’estate – e di over 60. La maggioranza è di cittadinanza italiana, con circa un centinaio di cittadini stranieri che trovano nello Snodo uno spazio accessibile e vicino. Leggera la prevalenza femminile.

«I dati ci dicono che gli Snodi hanno intercettato una fascia ampia e diversificata della popolazione», commenta Manuela Bristot di Metàlogos. «Uno spazio inclusivo, vicino ai cittadini e capace di adattarsi ai bisogni reali».

Il progetto si prepara ora a crescere. Domani (1 ottobre) aprirà lo Snodo di Livinallongo del Col di Lana, mentre giovedì 10 ottobre sarà la volta di Santo Stefano di Cadore. «Un passo importante per portare il servizio sempre più vicino alle comunità di montagna», sottolinea l’assessore al sociale Marco Dal Pont.

Gli Snodi in Quota si confermano come laboratori di innovazione sociale, capaci di mettere in rete enti pubblici, terzo settore e cittadini. Nei prossimi mesi sono in programma nuove iniziative per famiglie e giovani, incontri informativi su temi concreti come la professione dell’assistente familiare, e attività pensate per rafforzare la rete pubblico-privata.

L’obiettivo è duplice: rendere sempre più semplice l’accesso ai servizi per i cittadini e consolidare un modello di governance territoriale che metta in rete risorse e competenze. Grazie alla mappatura dei fabbisogni, sarà possibile programmare i servizi in base alle esigenze concrete della popolazione. A meno di un anno dalla nascita, gli Snodi in Quota si confermano come un punto di riferimento per i cittadini dei 46 Comuni dell’ambito bellunese. «Un progetto che cresce, si espande e guarda al futuro con la forza dei numeri e il valore delle relazioni costruite», conclude Dal Pont.

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