La Polizia di Stato di Belluno ha festeggiato ieri – lunedì 29 settembre – la ricorrenza del suo santo patrono, San Michele Arcangelo; una mattinata trascorsa tra celebrazioni, premiazioni e momenti culturali.
La cerimonia
La giornata si è aperta con la Santa Messa alla Chiesa di San Pietro, nel cuore del centro storico di Belluno, officiata da Monsignor Giorgio Lise; al termine, le donne e gli uomini della Questura bellunese si sono spostati nel vicino Seminario Gregoriano per la tradizionale cerimonia di consegna dei riconoscimenti.
Prima delle premiazioni, però, c’è stato spazio per un approfondimento culturale su uno dei gioielli custoditi tra queste antiche mura: il “Manoscritto 35” della Biblioteca Lolliniana, una delle più antiche copie manoscritte della Divina Commedia risalente alla prima metà del XIV secolo.
I riconoscimenti
«Il nostro è il lavoro più bello del mondo, ma comporta rischi e sacrifici per noi e per le nostre famiglie. Voglio quindi dire grazie a tutte le poliziotte e a tutti i poliziotti per il loro costante impegno per rendere il miglior servizio possibile ai bellunesi»: così il Questore di Belluno, Roberto Della Rocca, ha aperto la cerimonia di consegna dei riconoscimenti.
Per la quinta edizione del premio in memoria di Antonio Prencipe – per oltre trent’anni colonna della Polizia Stradale bellunese e per due mandati alla guida della sezione provinciale dell’ANPS – Associazione Nazionale Polizia di Stato -, il riconoscimento, che va a chi nel corso dell’anno si è distinto non solo per l’impegno ma anche per l’umanità nello svolgimento della sua attività, è andato a Flavio Losego, responsabile del posto fisso di polizia dell’ospedale San Martino di Belluno. Sorpreso e commosso dalla scelta Losego, che è stato premiato dal Questore Dalla Rocca e dal commissario dell’Ulss 1 Dolomiti Giuseppe Dal Ben.

A seguire, la consegna dei riconoscimenti agli agenti andati in pensione nel corso dell’anno: Della Rocca non ha nascosto la malinconia nel dover salutare così tanti “pezzi di storia” della Questura bellunese (18 i pensionamenti per raggiunti limiti di età solo quest’anno, cui si aggiungeranno alcune richieste di quiescenza volontaria), ma ha anche sottolineato l’ingresso di tanti giovani, poco più che ventenni, che porteranno nuova vitalità e che potranno contare sull’esempio e sull’insegnamento dei tanti “esperti” ancora operativi nella Polizia di Stato bellunese.






