Temperature da marzo inoltrato. Neve che diventa acqua già nelle prime ore del giorno in alta montagna. Fiori a fondovalle. E si sono già intraviste le prime farfalle. È primavera? Il calendario dice di no, ma la colonnina di mercurio non mente.
Belluno, per esempio: negli ultimi quattordici giorni, le massime sono state superiori ai 10 gradi ben tredici volte. E in sei occasioni hanno sfiorato o addirittura superato i 15 gradi. Discorso simile a Feltre e in gran parte della Valbelluna.
E poi c’è il fenomeno dell’inversione termica che domina ormai quasi incontrastato da due settimane. Significa che fa più freddo nei fondovalle che in quota. La prova? A Cortina Gilardon (1.271 metri) negli ultimi giorni la minima della notte non è mai andata sotto zero. Anzi: +5 tra venerdì e sabato, +4,6 tra sabato e domenica, mentre a Belluno e Feltre era attorno ai -2,5. Ad Arabba (1.600 metri sul livello del mare), +4 la minima delle ultime due notti.
Ecco, sono temperature da primavera. Ma occhio a dare l’inverno per finito. Perché le previsioni a lungo termine parlano di un cedimento strutturale dell’anticiclone africano. Insomma, le condizioni meteo sono destinate a cambiare già nel corso di questa settimana. E se i meteorologi dovessero confermare le prime impressioni dei modelli, il prossimo weekend ci sarà la svolta, con tanta tanta neve in montagna. Al momento sembra di capire che la quota dei fiocchi bianchi sarà piuttosto elevata, ma fluttuante. Tra i 1.000 e i 1.400 metri. Pare che possa nevicare per tre giorni di fila sopra quella quota, con quantitativi che sarebbero davvero importanti. Il ritorno dell’inverno? Così sembrerebbe. Del resto il calendario gli dà ancora un mese abbondante di tempo…





