Le immagini del crollo del ghiacciaio della Marmolada sono ancora vive. E raccontano di un cambiamento climatico conclamato, dalle conseguenze ancora non quantificabili del tutto. Poi, oltre alle immagini, ci sono i dati. Termometri e pluviometri. E dicono che il 2022 è stato l’anno più siccitoso dell’ultimo trentennio e il più caldo di sempre.
«Considerando i dati delle stazioni meteorologiche di Arpav dal 1992 ad oggi, risulta che il 2022 è stato mediamente per la nostra regione l’anno più secco dell’ultimo trentennio (il precedente anno più secco era stato il 2015) e anche il più caldo considerando la temperatura media (il precedente anno più caldo era stato il 2014)» fa sapere Arpav.
Di fatto, la pioggia caduta è stata inferiore alla norma in undici mesi su dodici: fa eccezione solo agosto, quando è piovuto leggermente più di quanto atteso normalmente. Ma sono le temperature a essere state anomale per gran parte dell’anno. Tutti ricorderanno che fino ai primi di novembre l’autunno 2022 è stato più che tiepido e solo in pochi ricorderanno le mattine in cui è stato necessario sbrinare i vetri dell’auto parcheggiata fuori. Perché si contano sulle dita di due mani, in Valbelluna.
Anche negli ultimi giorni il termometro ha dovuto registrare valori anomali: a Belluno nell’ultima settimana ci sono stati ben tre giorni con massime superiori ai 10 gradi, e solo tre notti con minime sotto lo zero. E anche in montagna le temperature sono state calde, con zero termico a 3.500 metri tra venerdì 30 e la notte di Capodanno, e addirittura con massime attorno ai 10 gradi nella giornata di Natale.
Cosa succederà nei prossimi giorni? La situazione non sembra destinata a particolari stravolgimenti. Domani (3 gennaio) potrebbero verificarsi debolissime precipitazioni, nevose però solo sopra i 1.700 metri, quota al di sotto della quale solitamente nevica fino ad aprile. Poi solo sole, con temperature in leggero ulteriore rialzo.





