Stagionali introvabili, per il turismo servono stipendi più sostanziosi

Stagionali introvabili, per il turismo servono stipendi più sostanziosi

«Non c’è turismo senza i lavoratori stagionali». Dario Bond va dritto al punto e raccoglie gli stimoli arrivati in questi giorni da Federalberghi e dagli addetti ai lavori. Perché le prenotazioni ci sono e l’estate si preannuncia buona sul fronte degli arrivi. Ma chi ci sarà ad accogliere i turisti? Mancano i lavoratori. E la proposta del presidente degli albergatori bellunesi è di adeguare e aggiornare i contratti.

«Ottima proposta, ma vado oltre: bisogna dimezzare il reddito di cittadinanza per chi stipula contratti nel settore e aggiungerci anche qualche incentivo, per rilanciare il turismo dopo anni complicati» dice il deputato bellunese Dario Bond. «È questo il primo passo per limitare il grande problema del turismo, che a livello nazionale lamenta la mancanza di 350mila stagionali e che in Veneto calcola la perdita di 26mila addetti. Per ritrovare la manodopera bisogna lavorare su più fronti: eliminare il reddito di cittadinanza, adeguare contratti e stipendi, ma serve in parallelo anche l’applicazione di incentivi, magari sgravando i datori di lavoro sul fronte fiscale. Far ripartire l’Italia significa anche rimettere in pista il turismo, prima ‘industria’ del Paese».

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