Gasolio alle stelle e siccità, il grido d’allarme degli agricoltori veneti

Gasolio alle stelle e siccità, il grido d’allarme degli agricoltori veneti

Costi di produzione in forte aumento, carburante agricolo alle stelle e aziende messe in difficoltà dalla siccità. Il mondo agricolo veneto torna a chiedere un intervento urgente della Regione per evitare che la crisi economica si trasformi in una vera emergenza per il comparto. A lanciare l’allarme è Cia Veneto, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Alberto Stefani e all’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, chiedendo l’attivazione di misure straordinarie a sostegno delle imprese agricole.

Secondo la confederazione, nell’ultimo anno il costo del gasolio agricolo è aumentato del 40%, mentre quello dei fertilizzanti è cresciuto del 12%. A queste difficoltà si aggiungono gli effetti della siccità che, secondo le stime dell’organizzazione, avrebbe provocato danni per almeno 300 milioni di euro in Veneto.

«O il mondo della politica ci viene incontro mediante appositi sostegni, o siamo destinati al collasso», avverte il presidente di Cia Veneto Giorgio Puppin. Tra le richieste avanzate alla Regione c’è innanzitutto un contributo straordinario per l’acquisto del gasolio agricolo, pensato per compensare almeno in parte l’impennata dei costi sostenuti dalle aziende. La seconda proposta riguarda invece un intervento sugli interessi dei prestiti agrari, sia per i finanziamenti destinati alla gestione ordinaria sia, dove possibile, per quelli già in essere, con particolare attenzione alle imprese colpite da siccità e perdite produttive. «Si tratta di istanze che provengono direttamente dai territori», sottolinea Puppin, ricordando gli incontri e le assemblee organizzate nelle ultime settimane con gli agricoltori veneti. L’obiettivo, spiega, è consentire alle aziende di affrontare le spese immediate e tornare a programmare il futuro con maggiore serenità.

La confederazione chiede inoltre un confronto rapido con l’amministrazione regionale per individuare risorse, modalità operative e tempi di attuazione delle misure. Il timore è che il crescente ricorso al credito per sostenere l’attività quotidiana possa aggravare ulteriormente l’indebitamento delle aziende agricole. Intanto domani il tema approderà anche in piazza. Agricoltori, allevatori, pescatori e florovivaisti provenienti da tutto il Veneto si ritroveranno infatti a Venezia, davanti a Palazzo Grandi Stazioni, per partecipare alla mobilitazione promossa da Coldiretti Veneto. Al centro della protesta ci saranno ancora una volta il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione. L’organizzazione chiede risorse straordinarie per ridurre il peso del gasolio agricolo e strumenti di credito agevolato per garantire liquidità alle imprese.

«Non possiamo chiedere alle aziende di garantire cibo di qualità, sicurezza alimentare e presidio del territorio mentre i costi continuano a erodere il reddito», afferma il presidente regionale di Coldiretti Carlo Salvan. «Difendere il reddito agricolo significa tutelare i consumatori e garantire un futuro all’agricoltura veneta».

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