Il Ddl Montagna sotto la lente di Confartigianato

Il Ddl Montagna sotto la lente di Confartigianato

«Vivere e lavorare in montagna non è facile, ma gli artigiani presidiano da sempre le terre alte, fornendo un servizio alle comunità locali. Sono loro i primi ad attendere la nuova legge sulla montagna». Lo ha detto la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella, introducendo l’incontro che gli artigiani bellunesi hanno avuto ieri con i deputati Bond e De Menech, a tema Ddl Montagna. 

Confartigianato Belluno ha invitato i due parlamentari (presidente e past president del Fondo comuni confinanti) per parlare proprio dello stato dell’arte e dell’iter del disegno di legge, che in queste settimane attende la “bollinatura” dei ministeri, in particolare del Mef (Ministero Economia e Finanza). Nel dettaglio, agli artigiani bellunesi interessano soprattutto la defiscalizzazione per le aree montane e i crediti di carbonio. «Due aspetti che si intersecano» hanno spiegato i deputati Bond e De Menech. «Da una parte c’è il riconoscimento delle necessità e delle differenze della montagna in termini di fiscalità. Dall’altra c’è la grande risorsa ambientale delle terre alte, fatta di boschi e foreste in grado di assorbire le emissioni di CO2. Una risorsa indispensabile per la sostenibilità ambientale che passa anche dal mantenimento che solo le imprese e le comunità locali sono in grado di portare avanti».

L’incontro ha anche delineato il perimetro finanziario del Ddl, che dall’approvazione del Consiglio dei Ministri prevede una dotazione di 100 milioni per il 2022 e di 200 milioni dal 2023 in avanti. «Ma servirà molto di più – ha detto Dario Bond -. I crediti d’imposta per associazioni, imprese, lavoratori basteranno per pochi mesi. La legge sulla montagna è un ottimo manifesto che per la prima volta mette le terre alte al centro dell’agenda politica. Ora spetta ai territori usare bene gli strumenti che verranno forniti».

In chiusura, un passaggio su autonomia del Veneto e del Bellunese, con l’auspicio che sia proprio l’avvicinamento dell’amministrazione ai territori il vero strumento per governare la montagna e renderla abitabile e attrattiva per cittadini e imprese. 

«Gli artigiani da sempre sono orgogliosi esportatori di queste idee. Proprio per questo chiediamo un’attenzione particolare alle micro e piccole imprese, e ci fa piacere che il Ddl Montagna contenga alcuni degli stimoli che abbiamo sollecitato. Serve uno sforzo ulteriore per riconoscere all’artigianato quel ruolo di servizio delle comunità e di presidio del territorio che ha insito dentro la propria dimensione e il proprio radicamento locale» ha concluso la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. «La misura “Io resto in montagna” contenuta nel disegno di legge è la vera sfida, per contrastare lo spopolamento. Ma dobbiamo aggiungerci anche strumenti concreti non solo per creare le condizioni perché cittadini e imprese restino: dobbiamo creare le condizioni per attrarre persone e aziende. In tal senso, l’allargamento all’Alpago, a Zoldo e al Cadore delle aree interne è una grande opportunità. Se tutti i tasselli saranno composti in modo concreto, avremo quel sistema di strumenti che consente alle imprese di rimanere in montagna e quindi di erogare i servizi fondamentali per le comunità».

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto