Piogge in arrivo, ma il deficit d’acqua rimane imponente

Piogge in arrivo, ma il deficit d’acqua rimane imponente

Il meteo ha deciso di cambiare faccia. Dopo tre mesi abbondanti di secco, ecco le piogge. Un toccasana per la terra riarsa, una soluzione efficace ai focolai d’incendio che da giorni bruciano la montagna di Longarone. Ma anche un rimedio rapido all’aumento delle polveri sottili che ingombrano l’aria bellunese con la cortina di fumo proveniente dai roghi di Igne, Soffranco e Fortogna. È solo questione di aspettare un altro paio di giorni: martedì sera arriveranno le prime gocce.

Le previsioni Arpav dicono che le prime precipitazioni saranno timidissime. Non basteranno neanche a bagnare il suolo. Ma già mercoledì il meteo comincerà a fare sul serio, con piogge più durature e diffuse (e limite della neve in abbassamento a 1.400 metri). Basterà a risolvere i problemi di siccità? Difficile dare una risposta. Di fatto, a parte una piccola parentesi il 5 gennaio e un’altra a metà febbraio, non piove in maniera seria dall’8 dicembre (data della grande nevicata, l’unica dell’inverno). E già a ottobre e novembre era piovuto meno del solito. Un dato? A marzo solitamente cadono 76 millimetri d’acqua. Quest’anno zero. A ottobre è caduto il 56% in meno della pioggia prevista. A dicembre il 47% in meno. A gennaio e febbraio il 53% in meno.

Gli effetti del lungo periodo siccitoso si vedono: prati secchi, sottobosco “bruciato” e incendi diffusi. Il rischio di roghi è talmente elevato che la Regione ha dichiarato lo stato di grave pericolosità.

Quindi è presto per capire se l’acqua dei prossimi giorni basterà a colmare il gap pluviometrico degli ultimi mesi. Di certo contribuirà a spegnere gli incendi e a ripulire l’aria. Nei giorni scorsi tutte le centraline bellunesi hanno registrato sforamenti importanti nelle Pm10 (le famigerate polveri sottili): il limite sarebbe di 50 microgrammi per metro cubo d’aria. Giovedì scorso Belluno ha toccato i 135 microgrammi, la stazione di Alpago 69 microgrammi.

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