I sei medici di base di Longarone e Zoldo rispondono alle accuse sui social riguardanti i tempi di prenotazione del centralino telefonico degli ambulatori riuniti.
In questi due anni siamo oberati di lavoro, anche per le continue e pressanti richieste relative alla diffusione della pandemia Covid, cui il Dipartimento di sanità pubblica non può far fronte nel suo complesso
Come medici di base siamo doverosamente e responsabilmente in prima linea a servizio delle comunità dei pazienti e così, con noi, tutto il personale sanitario, infermiere, segretarie e altri collaboratori.
Non sempre però i cittadini, nel momento del bisogno, riescono a comprendere queste difficoltà, e invece hanno la percezione di un disservizio legato a incuria e a superficialità dei medici.
Il senso di insicurezza provocato dalla paura dei contagi da Covid sta generando un clima ostile e di sospetto nei confronti delle istituzioni e dei medici, che vengono ritenuti inadeguati o non abbastanza efficienti nel fronteggiare le esigenze del singolo.
Ricordiamo che, oltre al telefono, è attiva una mail di servizio (utaplz@cooplevalli.it), consultata più volte al giorno. Almeno per i giovani è un veloce strumento di comunicazione.
Ricordiamo anche che segnalazioni di disservizio presentate e firmate a urp.bl@aulss1.veneto.it vengono protocollate, prese in considerazione ed evase in maniera puntuale, con risposta scritta.
Non possiamo invece più accettare attacchi e diffamazioni sui social media.
Sarà nostra premura per la difesa della Medicina integrata Longaronese Zoldo che abbiamo fortemente voluto molti anni fa come forma innovativa di medicina sul territorio, e nella quale continuiamo a credere, procedere per vie legali, anche attraverso la polizia postale, qualora venga passato il limite del confronto aperto e leale.





