Prende quota “La voce nelle mani”, un progetto ideato da Gocce di Sole Aps in collaborazione
con Arte Nuova, la sezione bellunese dell’Ente nazionale sordi e la cooperativa Blhyster (col finanziamento del Pio Istituto dei Sordi).
Attraverso il doppio canale comunicativo della musica e della Lingua dei Segni, il progetto promuove un percorso di sensibilizzazione culturale, aggregazione e integrazione nel territorio di Belluno e si rivolge alle persone sorde, e non, senza limiti di età.
In questo senso, prende forma un “Coro mani bianche” intergenerazionale che, grazie all’intervento di docenti e interpreti, consentirà a chiunque di imparare a “segnare” i canti: alcuni individuati ad hoc per il progetto.
Il Coro Mani Bianche deve il suo nome al progetto al sistema fondato in Venezuela dal maestro José Antonio Abreu. Il quale, da quarant’anni, promuove l’emancipazione dei ragazzi di strada dalla criminalità, dalla droga e dalla dispersione scolastica attraverso la musica. Il primo coro “Manos blancas” nasce in Venezuela nel 1999 grazie a Naibeth Garcia e da allora l’esperienza è stata imitata in diversi Paesi del mondo, adattata e arricchita.
A Belluno, il Coro Young Voices è diretto da Radmila Visentin (dell’associazione culturale Arte Nuova) e ad oggi circa 35 coristi di tutte le età. Ma è pronto ad accogliere nuove adesioni, anche in corso d’opera.
Le prove si svolgeranno nell’edificio “Il Faro” in via Mur di Cadola, a partire dal 21 gennaio: il mercoledì dalle ore 17.30 alle 19 per i bambini dagli 8 ai 14 anni, mentre il venerdì dalle ore 18 alle 19.30 per le persone sopra i 15 anni.
Chi volesse saperne di più, può contattare la professoressa Visentin al 347.4415180 o scrivere una mail a coromanibianchebelluno@gmail.com.





